Nella sala conferenze dell’Istituto Superiore Parentucelli Arzelà di Sarzana la plastica è diventata un tema insieme globale e quotidiano, toccando ambiente, salute, economia, turismo e perfino la sicurezza dei territori.
L’incontro, organizzato dal Consorzio Canale Lunense nell’ambito dell’iniziativa “Alleanza per il Fiume” in sinergia con l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale, ha coinvolto le classi 2G, 4G e 5G dell’indirizzo Agrario e le classi 2AFM e 2M dell’indirizzo Finanza-Marketing-Turismo.
L’ammiraglio della riserva Andrea Mucedola, analista di geopolitica ed editore di Ocean4Future, ha spiegato che l’inquinamento da plastica non riguarda solo i rifiuti visibili sulle spiagge, ma nasce da complessi meccanismi climatici e oceanici che concentrano i detriti in grandi vortici, con materiali che raggiungono anche i fondali. Molti rifiuti provengono dalla terra e arrivano al mare attraverso piogge, fiumi e canali, entrando poi nella catena alimentare; per questo “Alleanza per il Fiume” mira a fermarli prima che si frammentino in micro e nanoplastiche difficilmente recuperabili.
Le plastiche – come ha osservato Mucedola – contengono additivi potenzialmente nocivi e, degradandosi, possono assorbire sostanze tossiche e microrganismi. Studi recenti segnalano la presenza di microplastiche in acqua, alimenti e tessuti umani, con possibili effetti per la salute, oltre a ricadute economiche e sociali legate al degrado ambientale.
Tra le azioni indicate dal relatore: ridurre i rifiuti alla fonte, riusare e riciclare correttamente, evitare micro-fonti come mozziconi, glitter e tessuti sintetici, preferire materiali naturali e smaltire adeguatamente gli scontrini termici. Il messaggio chiave è che ciò che disperdiamo nell’ambiente finisce per tornare a noi, rendendo la prevenzione la strategia più efficace.
Francesca Tonelli, presidente del Canale Lunense, presente agli incontri insieme al direttore Corrado Cozzani, ha rimarcato: «Abbiamo avviato nelle scuole il progetto “Alleanza per il Fiume”, promosso con l’Autorità di Bacino. Al Parentucelli Arzelà l’ammiraglio Andrea Mucedola ha spiegato rischi e conseguenze delle micro e nanoplastiche su ambiente e salute. Il ciclo di incontri proseguirà per sensibilizzare i giovani e promuovere comportamenti responsabili a tutela del territorio».
«I temi affrontati con gli studenti del bacino del Magra – dichiara Gaia Checcucci, segretario generale dell’Autorità di Bacino dell’Appennino Settentrionale – ricordano che la salute del mare nasce dai fiumi: i rifiuti abbandonati a monte finiscono negli oceani. Il protocollo “Alleanza per il Fiume” unisce istituzioni, scuole e comunità per rafforzare educazione ambientale e comportamenti responsabili».
Dalla scuola è arrivato un messaggio altrettanto netto: per il vicepreside Riccardo Simonelli la collaborazione con il Consorzio è «fondamentale» e fa crescere ragazzi, istituzioni e territorio; la docente Lorena Lorenzelli ha posto l’accento sulla continuità, perché un singolo intervento rischia di restare un episodio, mentre percorsi ripetuti possono trasformare la sensibilizzazione in abitudine e responsabilità.







