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Andrea Magnano: “La radio è emozione pura, l’intelligenza artificiale non potrà mai sostituire il calore umano” In evidenza

di Anna Mori - Nel World Radio Day la nostra intervista allo speaker di Radio A che racconta il mestiere della voce, tra l’eredità di Marconi nel Golfo della Spezia e le nuove sfide dell’IA.

Dai primi esperimenti alla Spezia all’intelligenza artificiale, passando per l’evoluzione del digitale via etere e internet. Oggi il mondo della radiofonia celebra il World Radio Day>, la Giornata Mondiale della Radio istituita dall’UNESCO, una ricorrenza che riporta alla memoria ricordi personali, voci familiari e momenti di vita quotidiana.

La nostra città è indissolubilmente legata alla storia della radio grazie a Guglielmo Marconi, che proprio nel Golfo della Spezia sperimentò i collegamenti radiotelegrafici tra terra e nave, aprendo la strada alla comunicazione via etere su larga scala. Da quelle prime trasmissioni alle tecnologie AM, FM, fino alle digitali DAB+ e DRM, la radio ha attraversato epoche e rivoluzioni tecnologiche senza perdere la sua identità.

Oggi, mentre oltre 35 milioni di italiani la ascoltano quotidianamente secondo i dati Audiradio, la radio continua a essere uno strumento centrale, gratuito e immediato. E tra le voci spezzine che ogni giorno tengono acceso quel filo invisibile c’è Andrea Magnano, conduttore di Radio A e protagonista di un percorso che parte proprio dalla Spezia.

Nato alla Spezia nel 1987, Andrea Magnano muove i primi passi a 18 anni a Radio Studio Tre, fino alla sua chiusura. Poi oltre quindici anni di produzione di musica elettronica e radio show mixati, trasmessi da diverse emittenti. Dal 2019 il ritorno alla conduzione, con format distribuiti su più radio locali italiane, fino alla creazione di una propria attività di produzioni radiofoniche.

Collabora per anni con un’emittente siciliana, seguendo anche il Festival di Sanremo, e dal 2020 entra nello staff di Radio A come conduttore, tecnico e curatore social. Oggi è anche voce di Radio Dance City4You, realtà dance attiva nel nord-ovest, Lazio e Sardegna.

Ma cos’è davvero la radio per chi la vive ogni giorno?

“Difficile esprimere a parole cos’è la radio per chi la fa. Nel mio caso è un mix di emozione e intrattenimento. Stare al microfono o preparare una scaletta musicale suscita sempre emozioni profonde.”

Emozioni che non si vedono, ma si sentono. “Con il solo uso della voce cerchi di trasmetterle a chi ascolta. È un ascolto senza volto, o meglio, con il volto che immaginiamo dall’altra parte.”

L’ascoltatore immaginato

Uno dei segreti del mestiere, spiega Magnano, è proprio la costruzione mentale di quell’ascoltatore invisibile. “Mentre parli costruisci nella mente un identikit e, con un sincero sorriso, dialoghi con lui.” 

La radio è presenza discreta: accompagna il lavoro, le faccende domestiche, lo sport, i viaggi in auto. Non importa che trasmetta solo musica o che uno speaker intervenga: comunica comunque emozioni. “Dall’altra parte c’è una persona che ha fatto una scelta per noi. Questo cambia tutto” sottolinea Andrea Magnano.

Radio contro algoritmo?

Nel dibattito contemporaneo la radio viene spesso paragonata alle piattaforme di streaming. Ma per Magnano la differenza è profonda. “Si paragona la radio a Spotify, dimenticando quanto la sensibilità umana possa incidere sul piano emotivo: dalla scelta di una notizia al tono utilizzato, fino al momento in cui far partire una canzone. Sono dettagli che fanno la differenza.”

Ed è proprio qui che entra in gioco il tema scelto dall’UNESCO per questo World Radio Day: l’intelligenza artificiale nel mondo radiofonico. “L’IA è uno strumento, non può sostituire il calore umano. Può aiutare nella scrittura di testi, generare spunti creativi, migliorare i contenuti. Ma non può essere un tramite diretto per comunicare.”

Una posizione chiara.

“Bando alle voci sintetiche, anche se tecnicamente valide. Gli esperimenti all’estero sono interessanti dal punto di vista tecnico, ma hanno dato risultati contrastanti. Non è solo una questione di lavoro: è una questione di autenticità.”

Da Marconi a oggi: La Spezia resta un punto di partenza

Se oggi si parla di IA e digitale, tutto parte comunque da un’intuizione nata proprio nelle acque spezzine. Gli esperimenti di Marconi nel Golfo hanno acceso la prima scintilla di quella comunicazione senza fili che oggi raggiunge milioni di persone. E non è un caso che una voce come quella di Andrea Magnano sia nata e cresciuta professionalmente proprio qui. In una città che ha visto nascere la radio moderna. Nel tempo delle tecnologie sempre più sofisticate, la radio continua a vivere di una cosa semplice e potente: la voce umana.

E forse è proprio questo il messaggio più forte del World Radio Day: tra onde medie, streaming e algoritmi, ciò che resta davvero “sintonizzato” è la connessione emotiva tra chi parla e chi ascolta. Una connessione che, alla Spezia, affonda le sue radici nella storia. E continua a viaggiare nell’etere.

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