“Befana di solidarietà” per un nuovo gruppo di migranti sbarcati alla Spezia proprio il giorno 6 gennaio scorso. Erano quelli a bordo della nave affidata all’organizzazione ong “Solidaire”, il cui porto di sbarco era stato individuato dalle autorità competenti in quello spezzino.
Così, ancora una volta - e in una giornata particolarmente significativa - la Caritas diocesana della Spezia-Sarzana-Brugnato è stata impegnata nelle operazioni di accoglienza e di prima assistenza in occasione dell’arrivo in porto della nave. Sono scesi a terra trentatre migranti, di cui ventidue sudanesi, due del Sud Sudan, sette somali, un senegalese e uno proveniente dalla Guinea-Bissau. Due migranti hanno avuto necessità di ricorrere alle cure ospedaliere. Le attività si sono svolte nel pomeriggio di martedì con il coordinamento della prefettura e con il supporto dell’autorità portuale, delle forze dell’ordine e dei servizi sanitari. È stata l’occasione, per il direttore di Caritas don Luca Palei, presente sul posto con numerosi collaboratori e collaboratrici, per ribadire il senso profondo di queste attività:
«Accogliere non è ideologia, il bene non è ideologia, salvare vite non è ideologia. Si tratta invece della traduzione di quella concretezza operativa, che in questo momento diventa esigenza urgente e fattiva». «Caritas - ha proseguito don Palei - esiste anche per questo: essere voce di chi voce non ha».
Accanto agli operatori di Caritas, è stata così attivata anche l’ampia rete di volontari che sostiene l’organismo diocesano sin dal primo sbarco di migranti, avvenuto nel mese di gennaio 2023. Dei trentatre migranti, che erano stati presi a bordo nel Canale di Sicilia, solo un piccolo numero è rimasto alla Spezia, mentre gli altri sono stati trasferiti in strutture di accoglienza di Liguria ed Emilia Romagna.







