Qual è il bilancio di questo primo anno alla guida di Confcommercio La Spezia?
Il bilancio di un anno di attività è estremamente positivo; superato il momento di tristezza per la perdita dell'amico Vittorio oltre che del presidente Graziani, siamo stati chiamati a programmare l'ottantennale della fondazione di Commercio; dico siamo perché in ogni azione sono supportato da una squadra di dirigenti di valore e da una struttura collaborativa, a partire dal Direttore Martini.
Qual è stata la principale difficoltà che ha dovuto affrontare nei primi dodici mesi?
La maggiore difficoltà è stata raccogliere l'eredità di chi mi ha preceduto, Graziani con la sua idea di ammodernare l'associazione nel segno di continuità con la presidenza Bianchi, che ha lasciato una traccia importante.
C’è un risultato di cui va particolarmente orgoglioso?
L'orgoglio di essere riuscito a coinvolgere struttura e dirigenza per affrontare un percorso di rinnovamento che nel volgere di pochi anni vedrà raggiungere il traguardo della pensione importanti figure dell'associazione.
Potrebbe illustrarci come l'Associazione assiste oggi i propri membri nell'integrazione e nella gestione di questi strumenti digitali, che rappresentano una costante fonte di pressione per la piccola impresa?
Il continuo rinnovamento dei mezzi di comunicazione con un puntuale utilizzo di tutti gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione ed un efficiente ufficio di informazione ci mette quotidianamente in contatto con gli associati, aiutandoli nella gestione dei nuovi e innovativi strumenti digitali.
Come giudica il rapporto con le istituzioni locali in questo primo anno di mandato?
Il rapporto con le istituzioni locali è decisamente buono. Particolarmente continuo è il confronto con i decisori politici locali, anche se non sempre questo confronto si risolve nel senso da noi auspicato, ma nel rispetto dei ruoli è sempre positivo il confronto, che anzi auspichiamo sempre maggiore. Importante anche il rapporto che stiamo mantenendo con gli organi di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza.
La desertificazione delle periferie ha iniziato a insidiare anche i centri storici. Per le amministrazioni si tratta di un fenomeno inarrestabile o sono state messe in campo iniziative concrete per contrastarlo?
La desertificazione è un problema grosso che ha aspetti quantitativi (attività che chiudono) ma anche qualitativi (una continua omologazione di attività che fanno perdere identità a una comunità); a questo va aggiunto che per i centri minori e le periferie la desertificazione acquista anche notevole valenza sociale, facendo perdere punti di aggregazione, di servizio e di sicurezza.
Cosa si aspetta dai prossimi mesi sul fronte turistico e dell’accoglienza?
Il turismo oggi per le nostre località rappresenta una risorsa importante e trainante di diversi altri settori. L'accoglienza va gestita con capacità e lungimiranza, cogliendo le opportunità che il nostro territorio ci offre. Cultura, enogastronomia, eventi sportivi sono tutti aspetti che devono aiutarci a destagionalizzare la nostra proposta turistica, allargando il bacino di interesse: in questo senso il progetto GEMS, il consorzio turistico Golfo dei Poeti e Area Vasta Ligure Apuana è sicuramente di aiuto.
Le amministrazioni di alcuni comuni hanno indetto bandi per affrontare il problema del commercio nei centri storici. Cosa ne pensa?
Ogni iniziativa tesa al recupero delle attività nei centri storici può essere solo apprezzata.
‘Commerciante’ o ‘imprenditore’? Non trova che nel 2025 il primo termine sia riduttivo rispetto alla complessità delle competenze richieste
Sicuramente IMPRENDITORE. Vengo da una famiglia che ha iniziato l'attività commerciale 80 anni fa. Allora i miei genitori erano "bottegai", con il mio ingresso in azienda ho cercato di diventare "commerciante"; mio figlio Daniele che continua l'attività deve essere "imprenditore". Ho voluto citare la mia personale esperienza per rispondere.
Quale messaggio vuole lanciare oggi agli imprenditori associati?
All'inizio della mia esperienza da presidente ho detto di contare sull'aiuto di tutti per evitare che ci fosse "un uomo solo al comando". Fare squadra è anche il messaggio che lancio agli imprenditori associati e a chi ancora non si associa. L'unione fa la forza e solo associazioni forti e rappresentative sono in grado di far sentire la nostra voce e far giungere ai decisori politici le nostre istanze.







