Abbiamo contattato telefonicamente Bruno Pisano alla notizia della sua nomina ufficiale a presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale. Un incarico che, come tiene subito a precisare, non cambia la rotta già tracciata nei mesi in cui ha guidato l’Ente come commissario. La conversazione si snoda tra bilanci, progetti e visione del futuro di un porto che vive un momento di grande vitalità economica e imprenditoriale.
Presidente, la nomina è arrivata. Qual è stata la sua prima reazione?
“Una grande soddisfazione, ma la verità è che il lavoro è iniziato da tempo. Dal primo giorno in cui sono arrivato, pur avendo un incarico temporaneo, abbiamo affrontato tutto senza mai fermati a riflettere sulla durata del mandato: c’era da fare, e abbiamo fatto. Ho avuto la fortuna di trovare una struttura pronta, efficiente, motivata. Dal segretario generale ai dirigenti fino a tutto il personale, c’è sempre stata una continuità attiva. Abbiamo lavorato fin da subito su tutti i dossier strategici, senza preoccuparci delle scadenze. Domani, per me, sarà un giorno uguale a oggi: cambia solo la firma sui documenti.”
Quali sono stati i primi temi affrontati quando è arrivato alla guida dell’Autorità?
“Ci siamo concentrati immediatamente sui grandi temi: i dragaggi, il Piano Regolatore Portuale di Carrara, il ponte sul Pagliari, e naturalmente il cold ironing. Sono progetti che abbiamo preso in mano fin dal primo momento e che stanno andando avanti con buoni ritmi. La strategia, infatti, era stata definita già quattro mesi fa e non cambia: ora proseguiamo con continuità.”
Ha parlato di una “vivacità imprenditoriale” particolare in questo periodo…
“La Spezia sta vivendo un momento di grande fermento. Ci sono investimenti, entusiasmo, voglia di fare. È una fase che va accompagnata, supportata, gestita con attenzione. Da quattro mesi a questa parte non ci siamo mai fermati: domani sarà semplicemente un giorno in più di lavoro in questo percorso di crescita. L’unica differenza è che oggi lo affronterò da presidente.”
In che modo la provenienza dal territorio ha influito sul suo approccio alla presidenza?
È sicuramente un vantaggio. Conosco bene le realtà e le dinamiche locali, ho rapporti già strutturati con gli operatori, le imprese, le istituzioni. Ho voluto mantenere un approccio di apertura e dialogo: ho chiesto condivisione sui progetti, e l’ho ottenuta. Il mio obiettivo è che l’Autorità portuale sia una casa aperta a tutti. Solo con la collaborazione tra pubblico e privato si possono ottenere risultati concreti.”
Entriamo nel merito dei progetti economici e industriali. Cosa bolle in pentola per il porto della Spezia?
“Abbiamo i due terminalisti portuali che stanno per partire con i loro investimenti e ampliamenti. C’è il terminal crociere e tutto l’indotto che ne deriva. Poi la nautica, che sta crescendo in maniera straordinaria: è una fonte di opportunità ma anche un orgoglio per il territorio. E non dimentichiamo la cantieristica, il turismo, la mitilicoltura. Tutte attività che ruotano attorno alla blue economy, e che fanno del nostro territorio un esempio di eccellenza a livello nazionale.”
Parliamo di sostenibilità. La Spezia è stato il primo porto italiano ad attivare il cold ironing.
“Sì, e ne siamo davvero orgogliosi. La Spezia è il primo porto in Italia ad avere una centrale per l’alimentazione elettrica delle navi in banchina. È un risultato importante, che ci pone all’avanguardia in un percorso che presto vedrà coinvolti tutti i porti italiani. Ma per noi non è un traguardo: è un punto di partenza. Ora dobbiamo estendere gradualmente la copertura elettrica a tutte le banchine. È una questione ambientale, certo, ma anche di convivenza con la città. I porti storici, come il nostro, vivono a stretto contatto con i centri urbani e il cold ironing è una risposta concreta per ridurre l’impatto e migliorare la qualità della vita.”
Il porto guarda anche all’idrogeno. Può raccontarci a che punto siete?
“Siamo all’inizio di un progetto molto stimolante: la realizzazione di una stazione per la produzione e la distribuzione di idrogeno. Lavoriamo con grande attenzione sui carburanti alternativi e a basso impatto, perché la sfida ambientale sarà il cuore delle politiche portuali dei prossimi anni. È un passo decisivo per l’innovazione energetica della nostra area.”
Lei ha citato più volte le “eccellenze del territorio”...
“Alla Spezia convivono tante realtà di altissimo livello. Siamo la prima città della nautica in Italia, abbiamo il secondo porto nazionale per traffici container, un turismo in crescita, una mitilicoltura che è una vera eccellenza. In pochi anni questa città è passata dall’essere un polo industriale di partecipazioni statali a un modello di economia del mare moderna e diversificata. È il frutto dell’impegno degli imprenditori, delle istituzioni, di tutto il territorio. Ed è motivo di grande orgoglio.”
C’è molta attesa per la Zona Logistica Semplificata. A che punto siamo?
“Le notizie che arrivano da Roma sono incoraggianti: sembra che siamo vicini all’autorizzazione. Ma al di là della parte formale, il progetto di integrazione porto-retroporto è già in corso. È un tema su cui abbiamo iniziato a lavorare dal primo giorno, coinvolgendo tutti gli stakeholder e le autorità competenti. L’obiettivo è razionalizzare le attività logistiche, migliorare l’efficienza, ridurre i disagi per l’autotrasporto e affrontare i momenti di stress che il sistema ha vissuto in passato. È un progetto di sistema che servirà a rendere il porto ancora più competitivo.”
Efficienza e digitalizzazione saranno quindi le prossime sfide?
“Assolutamente sì. Il porto della Spezia è da sempre un’eccellenza a livello nazionale, ma non si finisce mai di migliorare. Dobbiamo fare ancora qualcosa di più in termini di organizzazione e digitalizzazione. Gli investimenti dei concessionari porteranno nuova crescita e nuovi volumi, e dobbiamo essere pronti ad assorbirli senza perdere in efficienza. Questo sarà uno dei punti chiave del nostro lavoro nei prossimi mesi.”
In sintesi, Presidente, come immagina il futuro del porto della Spezia?
“Come un futuro di continuità e responsabilità. Abbiamo tanti progetti aperti — dai dragaggi alla ZLS, dal cold ironing all’idrogeno, fino agli investimenti privati e all’integrazione con il territorio. Non ci sarà alcuna rivoluzione, ma una crescita costante e coerente. La rotta è già tracciata: dobbiamo solo continuare a navigare con determinazione.”







