Ottocento chilometri in sella a un triciclo a pedalata assistita, da Torino fino a Roma, per accendere i riflettori sui diritti delle persone con disabilità. È questa la sfida di Angelo Catanzaro, attivista e consigliere comunale torinese, affetto da paralisi spastica, una forma di disabilità motoria che lo ha spinto a diventare voce e portavoce di chi affronta quotidianamente barriere fisiche, culturali e sociali. Con il progetto “Oltre i Limiti”, Angelo attraversa l’Italia per dimostrare che ogni barriera può essere superata, passo dopo passo, chilometro dopo chilometro.
Il percorso, iniziato il 7 settembre da Torino, toccherà Alessandria, Genova, La Spezia, Lucca, Siena, Bolsena e si concluderà a Roma, con appuntamenti e iniziative di sensibilizzazione in ogni città. Non è mai un viaggio solitario: chi lo desidera può affiancarlo “a ruota”, condividendo tratti di strada e soprattutto il significato di questa impresa.
Alla Spezia Angelo è arrivato oggi, 10 settembre. Domani, 11 settembre alle ore 10.30, un incontro pubblico, accolto presso Assonautica da un comitato formato da Nave di Carta, Consulta Disabili, Uil Liguria, Uil Pensionati, Ada La Spezia, Centro Servizio Vivere Insieme e altre realtà del territorio.
Abbiamo incontrato Angelo per farci raccontare da lui qualche dettaglio in più sul suo percorso sul progetto “Oltre i limiti”.
“Chi è Angelo?”, gli chiediamo. Sorride: “Innanzitutto un folle. Un folle che ha scelto di dedicare otto giorni della propria vita, insieme ad altri “folli” che lo affiancano, a una sfida che si chiama “Oltre i Limiti”. È una sfida per parlare sempre di più di autodeterminazione e diritti delle persone con disabilità”.
Ci racconta delle difficoltà lungo la strada. “Il tratto più brutto che ho affrontato è stato quello della provinciale di Alessandria, la strada era un po’ accidentata. L’ho segnalato subito al presidente della Provincia: la sicurezza stradale è parte integrante di questa battaglia. Non si possono sempre giustificare i tagli con la mancanza di risorse. Ci vuole un cambio di priorità”.
Alla Spezia, invece, l’accoglienza lo ha colpito: “La città è accogliente, con le sue piste ciclabili e le strade pensate per chi si muove diversamente. È importante non fermarsi al traffico o alle difficoltà, ma creare spazi dove tutti possano sentirsi inclusi”.
C’è spazio anche per le emozioni personali. “Ho pianto non per la fatica, ma per la gioia. Nella tappa di Bosio, la più lunga, ho sentito tutto il peso e la bellezza di questa impresa. E quando sono entrato a Genova ho urlato con tutto il fiato che avevo. È stato un momento che non dimenticherò”.
Poi racconta l’importanza del gruppo che lo accompagna: “Non sono solo in questo viaggio. Con me ci sono tante persone straordinarie: Simone Andreello, il videomaker che si occupa dei contenuti social; Emanuela Ranucci e Loom Collective che stanno realizzando un documentario; Adolfo Granito, che oltre a essere un punto di riferimento per i pensionati della Uil è anche presidente di Ada Piemonte e ci sostiene concretamente; e poi c’è il mio ex professore di sostegno, Marco Bellagamba, psicologo e vicepresidente di Ada Piemonte, che ci aiuta a mantenere l’equilibrio anche quando vivere insieme 24 ore su 24 può creare tensioni. Infine c’è mia moglie Laura, la mia compagna di vita e di viaggio, che è la mia forza più grande, il mio tutto. Senza di loro non potrei arrivare a Roma”.
Angelo ricorda quanto sia ancora difficile per le persone con disabilità trovare un impiego: quasi 7 persone con disabilità su 10 in età lavorativa non hanno un lavoro, con percentuali ancora più drammatiche per chi ha disabilità intellettive. “L’esclusione dal mondo del lavoro è la regola e non l’eccezione”, spiega, sottolineando quanto sia urgente promuovere percorsi di inserimento lavorativo e iniziative concrete per garantire il diritto all’autodeterminazione.
“Il progetto ‘Oltre i Limiti’ vuole sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sull’importanza di valorizzare il potenziale di ciascuno” aggiunge. “Senza la libertà di scegliere per la propria vita, nessuna persona può davvero sentirsi parte della società”.
E il messaggio che vuole trasmettere? Angelo lo riassume così: “Andare oltre i limiti. Per tutti. Non solo per chi ha una disabilità. I limiti si superano, sempre. Per le persone con disabilità questo significa seguire i propri sogni, le proprie ambizioni, scegliere ciò che si ama. È fondamentale che siano loro a scegliere, e non altri a decidere per loro”.
Infine, uno sguardo al futuro. “Che emozione provo pensando alle tappe che mi aspettano per arrivare a Roma? Te lo dico il 15 settembre, promesso!”.







