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Sabrina Mugnos ci accompagna in un viaggio nei misteri dell’universo, tra scienza e poesia In evidenza

di Anna Mori - Grande successo per la prima serata di ieri al Parco scientifico di Monte Viseggi delle tre dedicate all’osservazione delle stelle cadenti: si replica oggi 17 e domani 18 agosto.

Ieri sera al Parco scientifico di Monte Viseggi si è aperta la prima delle tre serate dedicate all’osservazione delle stelle cadenti, organizzate dall’Associazione Astrofili Spezzini. L’appuntamento è stato un grande successo con centinaia di partecipanti presenti all’osservatorio, tra adulti e bambini, tutti affascinati dal cielo estivo e dalle spiegazioni di Sabrina Mugnos: saggista, geologa e divulgatrice scientifica.

Le serate proseguiranno oggi, 17 agosto, e domani, 18 agosto, e prevedono un programma ricco di attività: cena al tramonto, conferenza di Sabrina Mugnos, osservazioni guidate all’osservatorio astronomico, esperienze immersive e momenti per esprimere desideri sotto le stelle. Presenti anche truck di street food con birra, bevande, panini e gelato, per accompagnare l’esperienza astronomica.

Abbiamo incontrato Sabrina Mugnos e le abbiamo chiesto di raccontarci più da vicino cosa accade nel cielo in queste notti estive e quali sono le ultime novità astronomiche.

Sabrina, qual è il fenomeno che stiamo osservando in queste notti?
Tra il 21 luglio e il 21 agosto la Terra intercetta l’orbita di una cometa chiamata Swift-Tuttle, che passa vicino a noi ogni 133 anni. L’ultima volta era nel 1992 e tornerà nel 2126. Questa cometa, come tutte le altre, lascia sulla sua orbita frammenti di polvere e ghiaccio: quando la Terra li incontra, questi frammenti, chiamati meteoroidi, entrano nell’atmosfera e bruciano per attrito, dando vita al fenomeno delle stelle cadenti. Le chiamiamo Perseidi perché, guardando il cielo, sembrano provenire dalla costellazione di Perseo. In realtà si tratta soltanto di un fenomeno prospettico. Ogni anno la Terra attraversa sciami di meteoroidi generati da comete o asteroidi, e ce ne sono molti altri: Ursidi, Liridi, Orionidi, Tauridi, ecc… sempre con il nome della costellazione da cui sembrano diramarsi.

Perché queste stelle cadenti si chiamano “lacrime di San Lorenzo”?
Il 10 agosto, giorno tradizionalmente associato a San Lorenzo, si ricorda il vescovo bruciato dall’imperatore romano Valeriano. Secondo la leggenda, le scintille della pira e le lacrime della sua sofferenza divennero poi stelle cadenti. Ecco perché le Perseidi di agosto vengono chiamate anche “lacrime di San Lorenzo”.

Quest’anno le osservazioni sono state spostate rispetto al 10 agosto. Perché?
Le prime date previste coincidevano con la Luna Piena, che col proprio chiarore avrebbe reso difficile vedere le meteore. Per questo l’appuntamento è stato posticipato al 16, 17 e 18 agosto, per godere al meglio dello spettacolo.

Ma il cielo è teatro di continue e affascinanti sorprese. Recentemente, ad esempio, è stato rilevato un oggetto interstellare, una cometa proveniente dall’esterno del nostro sistema planetario, chiamata 3I Atlas. Questo oggetto ha un diametro stimato tra i 360 metri e i 5,6 chilometri, ma ciò che lo rende davvero straordinario è la sua orbita: fortemente inclinata rispetto al piano dell’eclittica, quindi molto diversa dalle orbite dei pianeti e dei corpi più comuni del nostro Solare Solare. Inoltre, la sua velocità è enorme, circa 68 km/s, e proprio questi elementi ci permettono di capire che non appartiene al nostro sistema.
Si tratta del terzo oggetto interstellare scoperto dal 2017: il primo fu l’ormai celebre ‘Oumuamua, che aveva caratteristiche insolite e aveva persino fatto ipotizzare un’origine artificiale, data la sua forma scura, allungata e priva di irradiamenti elettromagnetico rispetto a una cometa comune. 3 I Atlas, invece, è più grande e presenta alcune caratteristiche differenti, ma anche in questo caso non sappiamo con precisione cosa abbia incontrato nel suo percorso o quale sia stato il suo viaggio prima di arrivare qui.
Questi oggetti sono incredibilmente importanti perché ci permettono di osservare materiali e fenomeni che provengono da altri sistemi planetari della galassia, offrendo un’occasione unica per studiare la composizione e l’evoluzione di mondi lontani, completamente diversi dal nostro. La scoperta di 3I Atlas ci ricorda quanto il cielo sopra di noi sia pieno di sorprese e quanto ci sia ancora da scoprire.

Come è stata la prima serata?
Ieri sera abbiamo avuto più di 300 persone all’osservatorio, un pubblico attentissimo, tra adulti e bambini curiosissimi che mi hanno bombardato di domande dopo la conferenza. È stata una serata molto silenziosa e concentrata, con un grande interesse da parte di tutti, che ha reso l’esperienza davvero speciale.
Le serate al Parco scientifico di Monte Viseggi proseguiranno stasera, 17 agosto, e domani, 18 agosto, con il cielo che continuerà a regalare spettacoli indimenticabili per chi ama osservare le meraviglie dell’universo. Tutti e tre gli eventi sono sold-out.

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