Matteo Fazioli, 27 anni, nato a Riomaggiore, ha voltato completamente pagina nella sua vita, scegliendo un ritorno a quello che era un mestiere sicuramente più in voga qualche tempo fa, ma difficilmente scelto da giovani dei giorni nostri.
Dopo aver studiato al Liceo Classico Lorenzo Costa e aver provato a frequentare la facoltà di giurisprudenza di Pisa, Matteo quattro anni fa ha capito che quella non era la sua strada, che non era ciò che voleva “fare da grande”.
Inizialmente la passione per le piante e la natura nasce con un avvicinamento alle essenze ornamentali: bonsai, rose, ortensie.
A 25 anni poi, per un incrocio di coincidenze della vita, ha cominciato a coltivare la terra.
“Ancora ricordo quando in un piccolo terreno sopra Riomaggiore ho seminato per la prima volta fave e piselli. Ho ancora in mente l’emozione di quando, 15 giorni dopo, le mie piantine cominciavano a germogliare”.
Da lì inizia un percorso mai interrotto. Lasciati gli studi di giurisprudenza, scegliendo un cambiamento radicale per la sua età e per il percorso tracciato fino a quel momento, ha deciso con coraggio di inseguire un sogno, una passione.
“Sapevo che sarebbe stato difficile. Quando ho comunicato a familiari ed amici la decisione di mollare tutto e ricominciare a 25 anni, la mia scelta non era molto condivisa, ma, come dicono alcuni psicanalisti, se quando comunichi ai tuoi cari un’idea nuova questa viene accolta con stupore e in maniera negativa allora è proprio quella la strada da seguire.”
Decide dunque di dedicarsi agli studi agrari. All’Istituto Professionale Parentucelli-Arzelà ottiene quest’anno il suo secondo diploma, indirizzo agrario, con la votazione di 100/100 con lode.
“Anche questo mi ha convinto nel decidere che fosse la strada giusta, la semplicità e la voglia con cui riuscivo a studiare queste materie.”
Un ritorno ai mestieri del passato, un ritorno alla terra, per una scelta di sostenibilità, di rispetto dalla biodiversità e della natura.







