Dopo anni di crescita straordinaria, anche grazie alla ripresa post-Covid, il turismo spezzino si trova oggi in una fase di evoluzione complessa, segnata da nuovi equilibri tra domanda e offerta, da dinamiche strutturali e sociali che meritano un’analisi approfondita. I dati più recenti — pubblicati fino ad aprile — raccontano solo una parte della storia. Per comprendere davvero come stia cambiando il turismo alla Spezia, è necessario ascoltare chi il turismo lo vive ogni giorno sul campo: albergatori, operatori esperienziali, professionisti della nautica, affittacamere, ristoratori.
Il sentimento che oggi si percepisce tra molti operatori, è frutto di una serie di fattori concatenati: da un lato, il confronto con le annate eccezionali post-COVID, che rende difficile una comparazione reale con i primi numeri relativi al 2025; dall’altro, un’offerta turistica che è cresciuta rapidamente, forse troppo, arrivando — solo nell’ultimo anno — a contare quasi 1000 posti letto in più nel settore extra-alberghiero, che ha generato inevitabilmente una ridistribuzione dei flussi.
Eppure, in questo scenario complesso, La Spezia continua a crescere. Con quasi 800.000 crocieristi attesi nel 2025, una città che si è fatta trovare pronta, che investe sulla qualità dell’accoglienza, sull’identità culturale, sull’enogastronomia e sulla vivibilità urbana. Gli operatori, nel caso spezzino, non parlano di overtourism, ma piuttosto di un turismo diffuso, distribuito, che coinvolge l’intera città e che può generare valore per tutti. La percezione è che La Spezia si sta trasformando da città di passaggio a vera destinazione.
Per comprendere meglio la situazione, abbiamo sentito la voce degli operatori che hanno tracciato una fotografia realistica e concreta di un sistema turistico attualmente in fase di sviluppo, e che, sulla base dei dati disponibili, sta già mostrando i risultati di una strategia attuata da alcuni anni.
Il quadro che ne emerge ci restituisce un’immagine complessa ma reale di un settore che sta cercando di bilanciare crescita, qualità, sostenibilità e professionalità, in un contesto mutevole e competitivo.
Gli operatori coinvolti nella nostra inchiesta hanno risposto essenzialmente a due domande: quale è l’andamento attuale del turismo alla Spezia nel loro settore di riferimento e se hanno percezione che La Spezia stia cambiando la propria connotazione da città di passaggio verso le Cinque Terre a vera e propria destinazione turistica.Paolo Piscopo - Casa Dané (affittacamere e responsabile consorzio Welcome to La Spezia che riunisce affittacamere e strutture ricettive imprenditoriali della Spezia e provincia):
“La sensazione è che La Spezia sia sempre più conosciuta nel mondo, che sia considerata maggiormente come destinazione turistica con clienti che si fermano di più a visitare la città rispetto agli anni passati. E’ un turismo meno marginale, ma maggiormente focalizzato sulla Spezia che sta passando sempre più ad essere una destinazione turistica e meno un punto di passaggio verso le Cinque Terre. Le prenotazioni vanno bene e l’attenzione verso il territorio è aumentata.”
Antonio Sgarlata, Direttore Hotel della Baia e Hotel Venezia (attività alberghiera):
“Il turismo è un mercato in continua evoluzione, influenzato da molti fattori esterni. Non ha senso fare stime annuali sull’andamento dei flussi turistici, che come accade in tutti i mercati fossimo fluttuare di anno in anno. E’ invece meglio prendere in considerazione un triennio o un quinquennio. Rispetto al 2019, anno pre-COVID, abbiamo avuto un aumento del fatturato del 50% e del 10-15% delle presenze. Tuttavia abbiamo attualmente raggiunto un livello di occupazione turistica del territorio e di offerta di strutture ricettive tale da non potersi aspettare aumenti di anno in anno. Il clima gioca un ruolo chiave, siamo una città costiera sul mare, non una città d’arte dell’entroterra: se a maggio ad esempio non fa caldo, i turisti vengono meno, soprattutto quelli italiani. Quindi, se come quest’anno fa freddo fino a metà giugno, i flussi in quel periodo diminuiscono. La concorrenza si è ampliata, con molte più strutture ricettive imprenditoriali e affittacamere, per cui più o meno a parità di presenze, i flussi si sparpagliano di più ed è normale che la percezione dei piccoli imprenditori sia quella di un calo delle presenze, ma non è assolutamente così. Purtroppo non c’è ancora una regolamentazione adeguata.
Per quanto riguarda La Spezia, noto che è ancora parzialmente una città di passaggio verso le Cinque Terre che però si sta spostando sempre più verso la connotazione di destinazione turistica. Questo è a mio avviso il risultato delle strategie che sono state messe in campo dall’Amministrazione comunale e dalle Associazioni di Categoria da alcuni anni e anche l’organizzazione della Bitesp alla Spezia, la fiera sul turismo che mette in contatto gli operatori con i Buyers ha dato i suoi frutti. C’è ancora da fare, ma tanto è stato fatto e si stanno vedendo i risultati, siamo sulla strada giusta. Ho tanti clienti che vengono apposta proprio per visitare la città. Tuttavia bisogna essere pronti e presenti a livello di offerta come destinazione turistica per non perdere flussi e mantenere un’immagine tale da continuare ad attrarre flussi turistici.”
Davide Roncalli, Direttore Commerciale catena Allegro Hotel (attività alberghiera):
“La situazione attuale del turismo alla Spezia mostra segni di crescita continua e importante, trend che notiamo sulla base delle prenotazioni effettuate presso la nostra struttura, ma anche di sfide legate alla stagionalità e alla competizione crescente. Nei mesi invernali, tra novembre e marzo, lavoriamo molto con le aziende, negli altri periodi dell’anno, invece, i nostri clienti sono soprattutto singoli (tra luglio e agosto) e gruppi organizzati (aprile - giugno e settembre-ottobre), tra i quali notiamo una maggiore attenzione verso esperienze autentiche e di qualità. Per quanto riguarda La Spezia, sono in aumento i turisti che la visitano, tuttavia rimane ancora parzialmente un hub delle Cinque Terre: i turisti arrivano in città anche per ovviare ai costi proibitivi, poi scoprono La Spezia e gli piace.”
Vito Carenza, CDH Hotel (attività alberghiera):
“Siamo localizzati in centro città, vicino al treno per le Cinque Terre e al molo di imbarco dei traghetti. Il lavoro quest’anno sta andando molto bene, con giugno in crescita rispetto allo scorso anno. Anche aprile e maggio sono stati positivi, mentre gennaio e febbraio hanno sofferto a causa di un leggero calo rispetto agli scorsi anni, anche se questo potrebbe essere un paragone un po’ falsato perché si parla delle annate post-COVID in cui per reazione al lock-down i numeri erano davvero esplosi. Lavoriamo in maniera diversificata con gruppi provenienti da America e Sud America, con prenotazioni anticipate che ci creano una buona base, mentre cerchiamo di limitare la percentuale di turisti individuali che prenotano tramite portali. La Spezia è percepita sempre più come una destinazione, con turisti che si fermano sempre più a lungo per visitare la città, che ha un grande potenziale e che continua ad attrarre visitatori.
I buoni risultati sono dovuti anche alla nostra partecipazione a fiere internazionali del settore, quali il TTG di Rimini, nelle quali entriamo in contatto con i Buyers, tramite il desk del Comune della Spezia.”
Alberto Valentini - Property Manager “mytouristhome” (rete strutture extra alberghiere):
“Credo che Spezia abbia un potenziale turistico in forte crescita , la città è viva e attraente, ha una posizione geografica strategica e può diventare una destinazione sempre più ricercata.
La carenza di alberghi in città fa si che il settore extralberghiero abbia un ruolo chiave nel sostenere lo sviluppo dei flussi turistici.
Proprio per questo lo deve fare con qualità, professionalità e servizi sempre più innovativi ed efficienti.
Le strutture ricettive sono troppe, la maggior parte ancora gestita direttamente dai proprietari stessi che purtroppo agiscono al di fuori di logiche imprenditoriali e portano avanti soltanto politiche di prezzo. Vi assicuro che le nostre strutture più performanti sono quelle più esclusive: dove c’è qualità si vende, il prezzo non conta, la domanda c’è. Per il bene della città e del suo sviluppo turistico auspico che ci possa essere una selezione in direzione di chi opera con una visione chiara e professionale delle dinamiche dell’ospitalità, al pari di quella alberghiera.”
Giacomo Aguilari, Aphrodite Cinque Terre Boat Tours e Albacora Cinque Terre Fishing Charter (noleggio imbarcazioni con conducente):
“Molti turisti arrivano senza conoscere davvero il Golfo, ma poi, prenotando un tour in barca, se ne innamorano: lo scoprono quasi per caso e ne restano affascinati. La Spezia è ancora vista parzialmente come hub delle Cinque Terre, una destinazione intelligente per chi vuole evitare i costi elevati, ma sempre più spesso è anche riscoperta come meta vera e propria. È un crocevia naturale tra Toscana, Emilia-Romagna e Lombardia: ancora privilegiati alcuni servizi delle Cinque Terre, ma soprattutto per la fascia di turisti più giovani, notiamo un flusso crescente di coloro che trovano alla Spezia i locali per la sera, attività non presenti alle Cinque Terre.
Dal punto di vista turistico, La Spezia si sta evolvendo: notiamo sempre più persone che, dopo aver visitato le Cinque Terre, tornano proprio per conoscere meglio la città. Per quanto riguarda le prenotazioni, nel nostro caso non c’è stato alcun calo, anzi: lavoriamo di più, anche grazie all’introduzione dei tour di pesca, che stanno riscuotendo un grande successo. Il numero di operatori nel settore dei boat tours è cresciuto molto, come già successo per le case vacanze: questo ha portato a una maggiore diluizione delle prenotazioni, ma è un fenomeno fisiologico.
Oggi siamo arrivati a circa 160 operatori nel settore: è evidente che occorre iniziare a regolamentare in modo serio. Anche per quanto riguarda gli accessi al Parco delle Cinque Terre, con 170 operatori ammessi, sono necessari criteri più chiari. In mare serve consapevolezza: il meteo cambia in fretta e bisogna saperlo affrontare. È fondamentale aprire un tavolo di confronto tra Associazioni di Categoria e Istituzioni per gestire questo settore in modo sostenibile: se ben regolato, può rappresentare un’opportunità enorme per il territorio."
Carlotta Ciaramelli, Hop Hop Boats (affitto imbarcazioni con conducente):
“È importante premettere che nessun singolo operatore può avere una visione complessiva dell’intero sistema turistico: ciascuno osserva un segmento, una porzione della realtà. Tuttavia, alcune tendenze sono percepite in modo abbastanza uniforme tra gli addetti ai lavori. Una di queste è la crescente diluizione del valore turistico a causa della proliferazione di servizi non professionali: affittacamere, boat tour gestiti da operatori occasionali, attività che non garantiscono standard qualitativi e non generano un reale valore condiviso per la comunità. Al contrario, le imprese professionali non solo offrono servizi strutturati e affidabili, ma creano posti di lavoro, generano gettito fiscale, contribuiscono alla reputazione del territorio e alimentano filiere economiche locali, avendo una visione di medio periodo e non il profitto immediato. Le Istituzioni dovrebbero quindi orientare politiche e investimenti a favore di un turismo professionale e sostenibile, che restituisca valore al territorio e non si limiti a produrre rendite individuali.
Le crociere sono un pilastro strategico e imprescindibile per l’equilibrio del sistema turistico spezzino nel suo complesso. È un grave errore considerare il turismo esclusivamente in termini di ‘arrivi’ e ‘presenze’ classiche. Il contributo delle crociere è strutturalmente centrale per l’equilibrio del sistema turistico alla Spezia. Senza questo apporto, il sistema stesso rischierebbe un serio squilibrio e — in prospettiva — una crisi profonda. Va ribadito con forza che l’indotto generato dai crocieristi non si limita alle attività commerciali di prossimità: coinvolge trasversalmente tutta la città. Se un crocierista compra un gelato, ne beneficia sì la gelateria, ma anche il fornitore del banco frigo, il tecnico che ne ripara il compressore, il commercialista che segue l’attività, il distributore di materie prime e così via. È una filiera reale, concreta, e diffusa.
Un altro elemento da sottolineare è che La Spezia, insieme al Golfo dei Poeti, si sta affermando sempre di più come destinazione vera e propria, non soltanto come hub di transito verso le Cinque Terre. Lo vediamo ogni giorno nelle richieste dei visitatori, che dimostrano interesse crescente per la città, per Portovenere, per Lerici, per le isole e per l’identità autentica del territorio. Questo trend positivo, però, deve essere accompagnato e sostenuto da servizi professionali e di qualità, in grado di strutturare l’esperienza turistica e valorizzare l’unicità dell’offerta.
Infine, è fondamentale che gli operatori dispongano tempestivamente di dati sul turismo aggiornati, che gli permettano di comprendere l’andamento del settore in tempo quasi reale e mettere in campo le proprie strategie.”
Denis Sartiano, Presidente rete di imprese nautiche Global Navis (affitto imbarcazioni con conducente):
“Siamo un gruppo nato l’anno scorso, con oltre 30 aziende associate. Quest’anno nel nostro settore i numeri sono più assestati rispetto agli anni del sovraffollamento, probabilmente a causa dell’aumento dell’offerta di imbarcazioni a noleggio. Tuttavia, anche se non c’è il boom degli anni passati, il lavoro non manca, anche grazie al meteo favorevole. Stiamo lavorando per valorizzare le nostre aziende consorziate, garantendo una maggiore qualità e continuità.”
Roberto Lucchini, titolare Rentia Car (noleggio automobili e furgoni):
“Siamo attivi alla Spezia da marzo 2024, in precedenza avevamo aperto una sede ad Arcola, poi abbiamo voluto avvicinarci al mondo del turismo delle crociere, un settore in crescita. Per quanto riguarda la nostra attività abbiamo registrato una grande crescita, abbiamo infatti dovuto aumentare la nostra flotta di auto. Notiamo che sempre più turisti considerano La Spezia come una destinazione: noi cerchiamo di contribuire a farla scoprire, proponendo ai turisti anche esempi di tour in città e nella provincia, esperienze in Val di Vara, e notiamo che vengono davvero apprezzate, anzi ci ringraziano spesso dicendo di aver scoperto la città e tanti luoghi molto belli.”
Ombretta Ricci, Tanti Tours (Tour Operator che organizza escursioni giornaliere per i croceristi in arrivo alla Spezia con desk attivo presso il Terminal Crociere):
“Rispetto all’anno scorso (2024 ndr) abbiamo più o meno lo stesso numero di bus, quindi i flussi turistici nel nostro settore non sono diminuiti, anzi cresciuti leggermente. I turisti, tuttavia, sono più attenti alla spesa. Facciamo una promozione territoriale portandoli, prima che nelle città d’arte, a visitare La Spezia, con un giro nelle vie principali, seguito da un po’ di tempo libero per lo shopping e le degustazioni. Rimangono entusiasti della città, e spesso ritornano a visitarla successivamente da turisti, acquistano nei negozi cittadini, anche prodotti artigianali locali. Non manca il momento di relax, con consumi di gelati e caffè, ed è molto apprezzato.”
Sara Arrigoni, Arrigoni Vini (azienda vitivinicola):
“Penso che il settore esperienziale sia in crescita, ma c'è ancora tanto da fare, per dare un valore aggiunto al turismo. Siamo nella situazione in cui erano in Toscana 20 anni fa, quindi siamo indietro sia nella promozione delle proposte che nella valorizzazione del prodotto. Tuttavia il turista viene, il movimento si sente e stiamo investendo su questo perché penso che nei prossimi anni il settore esperienziale vedrà un grande sviluppo e sarà di traino per la città. Per promuoverci mi rivolgo alle piattaforme ufficiali con le quali arrivo direttamente all'utente finale che prenota l'esperienza e tramite le agenzie turistiche che organizzano i trasferimenti e portano i turisti nella mia azienda. Con i contatti diretti funziona bene, cerco ancora delle agenzie che vogliano collaborare. Stiamo iniziando a lavorare anche con le navi da crociera che hanno bisogno di proporre esperienze a chi rimane in città, è importante offrire proposte affinché i turisti vivano attivamente La Spezia, e non solo come luogo di passaggio. Per quanto riguarda i flussi turistici, ho anche due piccole strutture ricettive, ho notato che ci può essere differenza da un mese all'altro. Tuttavia, rispetto all'anno scorso dove i tempi di soggiorno si erano accorciati, quest'anno ho notato un allungamento, i turisti si fermano di più, sono tornate anche le famiglie. Non siamo ritornati alla settimana piena, ma probabilmente ora il turismo è diventato più itinerante rispetto al passato. Quindi, a livello di accoglienza penso che i flussi siano stazionari e che ci siamo allineati al periodo pre-COVID, per quanto riguarda invece il settore esperienziale, ho notato invece degli aumenti. Se si inizia a trasmettere che anche alla Spezia si possono fare esperienze, possiamo davvero crescere tanto anche in termini di destinazione e non più come stazione di passaggio.”
Enrico Landucci, La Casina (attività di ristorazione):
“Siamo una realtà artigianale che offre dalla colazione alla cena, con una scelta a base di materie prime trasformate in loco. Notiamo una clientela più giovane rispetto allo scorso anno, chi frequenta il nostro locale spesso non è il turista medio, ma persone più dinamiche e attente alla qualità. Il turismo è ben presente e attivo, siamo molto contenti per la nostra attività e i risultati finora raggiunti.”
Andrea Alberici, Taverna del Metallo (attività di ristorazione e birreria, punto vendita prodotti tipici):
“Penso che nel nostro territorio i flussi turistici siano legato alle condizioni meteorologiche. Infatti, probabilmente a causa del meteo non tanto favorevole, a maggio c’è stata una flessione dei flussi, mentre a giugno il turismo sembra si sia ripreso bene. Oltre all’attività di ristorazione, abbiamo anche un punto vendita di prodotti legati al territorio, un offerta diversa. Probabilmente dobbiamo incrementare la promozione, ma i turisti che visitano il nostro punto vendita, scoprono il territorio anche attraverso i suoi prodotti enogastronomici artigianali, ne rimangono colpiti e apprezzano molto l’alta qualità delle proposte. E’ un settore quello esperienziale che ha un grande potenziale, su cui abbiamo investito e al quale crediamo molto".
Francesco Zorgno, Presidente di CleanBnB (gestisce immobili in locazione di breve e medio periodo per conto di centinaia di proprietari):
"Il settore degli affitti brevi non rifiuta la regolamentazione. Al contrario, i principali operatori chiedono da tempo regole chiare, trasparenti e applicabili, capaci di distinguere chi lavora con serietà da chi opera nell'illegalità. Noi siamo sempre stati favorevoli a una regolamentazione del settore ma non possiamo accettare i tentativi di porre limitazioni indiscriminate a un mercato che funziona, che dà lavoro a migliaia di persone e che garantisce un importante contributo all'economia. Serve un approccio costruttivo, che tenga conto della realtà dei fatti. I gestori professionali e le associazioni sono, come sempre, a disposizione delle istituzioni per lavorare a una regolamentazione sana e sostenibile. Gli affitti brevi rappresentano un asset fondamentale per l'Italia, sia dal punto di vista economico che sociale. Secondo gli ultimi dati disponibili, oltre il 40% dei turisti internazionali cerca soluzioni extralberghiere per le vacanze nel nostro Paese. La possibilità di scegliere dove dormire, in che quartiere, con quale livello di indipendenza e comfort, è oggi una componente essenziale dell'esperienza di viaggio. Danneggiare il settore degli affitti brevi significa privare l'Italia di una risorsa che i turisti vogliono e cercano. Vuol dire togliere loro la libertà di prenotare dove vogliono, come sono abituati a fare da anni, ounque. È un boomerang soprattutto per l'economia delle città: va sottolineato il ruolo fondamentale degli affitti brevi professionali nel riqualificare gli immobili, ripopolare i centri storici e alimentare l'indotto. Nel pieno rispetto delle regole di convivenza sociale".







