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Due decenni dopo Bucchioni, la guida dell'AdSP torna ad uno spezzino e portuale. Pisano: "Grande responsabilità" In evidenza

di Elena Voltolini - Sul tavolo tanti dossier aperti da portare a termine quanto prima.

Domani sarà in Senato per l'audizione in Commissione Trasporti, ulteriore passo dell'iter che, salvo sorprese, dovrebbe portarlo a diventare il nuovo Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale. Oggi, invece, alla vigilia di questo appuntamento, Bruno Pisano, nel suo attuale ruolo, che ricopre da pochi giorni, di Commissario Straordinario dell'ente di Via del Molo, ha incontrato la stampa per fare il punto su quelle che ritiene essere le priorità da affrontare.

Pisano, che all'interno del porto è da diversi decenni, si trova oggi ad assumere, in quella realtà che ben conosce, un ruolo “istituzionale” sul quale, proprio in virtù del suo passato, le aspettative sono molto alte. Il suo profilo, infatti, incarna qualità che, alla guida dell'Ente, non si vedevano dai tempi della Presidenza del compianto Giorgio Bucchioni.

Lei viene dal mondo del porto, oltre ad essere spezzino. Quanto è importante questo nel ruolo che assume ora e quanto è importante nel porto il ruolo degli operatori e di tutta la comunità portuale?
Le aspettative intorno alla mia figura sono alte per questo. Dopo tanti anni. Bisogna infatti risalire a Giorgio Bucchioni, viene nominata alla guida dell'AdSP una figura che proviene dal territorio e che viene da questo settore. Vengo da questo mondo di operatori che per anni hanno lavorato in silenzio e senza autocelebrazioni, ma hanno creato lo zoccolo duro di un sistema portuale sul quale le grandi menti della logistica, dal Commendatore Ravano in poi, hanno voluto investire per portarlo a questi livelli. Io vengo da quel mondo di operatori che hanno creato la base su cui tutto questo si è sviluppato e penso che sia il motivo per il quale c'è stata una condivisione anche più ampia di quanto potessi immaginare sul mio nome. Oggi questo mi dà una grande responsabilità.


Inizia una nuova fase per il porto della Spezia e per quello di Marina di Carrara?
Una nuova fase, ma in continuità con quello che è stato fatto sinora. Ho trovato tantissimi dossier aperti riguardanti progetti già partiti, che ora hanno bisogno di essere portati a termine il prima possibile. E' un frangente di grande vivacità per gli operatori del nostro porto. Tantissimi sono i temi: gli investimenti dei terminalisti, il piano regolatore portuale, la situazione internazionale che obbliga ad essere il più reattivi e flessibili possibile, in momenti come questi in cui gli scenari della logistica portuale (e non solo) cambiano alla velocità della luce.


Quale ritiene che sia la prima questione da affrontare?
Abbiamo alcuni temi molto urgenti: alla Spezia i dragaggi e la gestione dei volumi nei periodi di peak season che stiamo affrontando, con una serie di segnalazioni da parte dell'autotrasporto a cui bisogna dare immediatamente risposta. Fronte Marina di Carrara, il piano regolatore portuale.


Se dovesse indicare una qualità ed una criticità del porto della Spezia?
Come punto di debolezza direi la mancanza di spazi. Un punto di forza è sicuramente la coesione della comunità portuale.


Quanto pesa sui due porti dell'Autorità del Mar Ligure Orientale la situazione internazionale?
Tutto impatta, ormai, in un sistema interconnesso, del quale siano un tassello importante.


Si torna a parlare della possibilità di svincolare il porto di Marina di Carrara da questa AdSP e portarlo sotto Livorno, lei si è già espresso in passato a sfavore, conferma questa posizione?
Nel pieno rispetti di quello che è il dibattito politico in atto, io analizzo la questione da tecnico e dal punto di vista delle sinergie logistiche. Quella della Spezia e Marina di Carrara è l'esempio di una integrazione che definirei quasi perfetta: i due porti hanno saputo sviluppare precisi ambiti di competenza senza creare sovrapposizioni e concorrenza tra di loro e riuscendo a dare agli utenti del porto un servizio veramente a 360 gradi. Il risultato è stato la crescita di entrambi i porti nei rispettivi ambiti di competenza. Equilibri di questo tipo sono molto pericolosi da modificare.

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