fbpx

Accedi al tuo account

Nome utente*
Password *
Ricordami

"Young Citizens' Council for the Oceans", Valentina Krhamer: "Mi sono sentita davvero cittadina europea" In evidenza

 di Anna Mori - La studentessa del Capellini - Sauro, unica italiana selezionata per il progetto, ci racconta la sua esperienza.

Presso l'Istituto Capellini-Sauro è attiva la sperimentazione quadriennale del Liceo delle Scienze Applicate per la Transizione Ecologica e Digitale (TrED). Inoltre, l'Istituto, dal 2021, partecipa alla Rete Europea delle "BlueSchools", il cui obiettivo è quello di "portare l'oceano in classe", attraverso attività didattiche mirate per migliorare la comprensione degli oceani e sviluppare un senso di responsabilità verso il nostro pianeta e l'ambiente. 

In questo ambito, l'Istituto di via Doria ha candidato una sua studentessa, Valentina Krahmer, come "Blue Citizen" per lo "Young Citizens' Council for the Oceans". Un team di 15 adolescenti, tra i 16 e 19 anni, provenienti da tutta Europa, che faranno sentire la loro voce ai grandi dei forum globali e ai policymakers in occasione dell'UNOC 2025, che si tiene a Nizza in questi giorni fino al 13 giugno 2025.

Valentina è stata infine selezionata e ha trascorso un periodo a Kiel, in Germania, partecipando ad incontri e dibattiti dove, con gli altri 14 coetanei, hanno discusso anche fino a tarda ora, per riuscire a stilare un documento con le proposte da presentare al forum globale. Avevamo incontrato Valentina prima della sua partenza e, ora, al ritorno, le abbiamo chiesto di raccontarci come è stata la sua esperienza.

Valentina, cosa ha significato per te poter vivere questa bellissima esperienza, confrontandoti con altri tuoi coetanei provenienti da tutta Europa? Ti sei sentita "Cittadina Europea" in questa occasione?

Questa opportunità è stata proprio unica, penso che nella mia vita non accadrà mai più un'esperienza del genere. Nei giorni trascorsi a Kiel, mi sono sentita davvero una "Cittadina Europea": ho avuto infatti modo di discutere e confrontarmi con ragazzi provenienti da altri paesi d'Europa, dall'Islanda, da Cipro, dalla Grecia. Sono stati molto importanti i focus che abbiamo fatto precedentemente online per prepararci al meeting in presenza, ma incontrarsi di persona è davvero tutta un'altra cosa, avendo avuto modo di conoscere di persona tutti gli altri componenti dello "Young Citizens' Council", conoscendo i loro pensieri e stando tutti insieme nella stessa stanza di lavoro. Inoltre, mi sono divertita molto e ho potuto veramente cogliere quello che per loro significa l'Oceano e come secondo loro si potrebbe proteggere e preservare. E' stato veramente interessante, ho imparato anche molto dai miei coetanei e in generale eravamo tutti d'accordo sulle varie tematiche sviluppate durante i dibattiti, a volte  durati fino a mezzanotte, tanto si, ma abbiamo trovato gli accordi perché eravamo tutti concentrati su un unico scopo e questo è stato reso possibile ascoltando tutte le voci.

Confrontandoti con diverse culture, che cosa ti è rimasto impresso? 

La differenza maggiore che ho trovato è che io sono abituata a vedere il mare ogni giorno, perché abito a Lerici ed è davanti a casa mia, cioè mi sveglio la mattina con il mare mentre ci sono persone, per esempio nell'entroterra della Germania, che non riescono mai a vederlo. Questo aspetto mi ha colpita molto e ha un pò cambiato il mio modo di apprezzare la possibilità di poter stare a contatto con il mare tutte le volte che lo desidero. Gli altri ragazzi hanno infatti raccontato della loro vita ed esperienza con il mare, nonostante non lo vedano spesso, ma solo in vacanza. Questo mi ha portato a non dare per scontata la mia fortuna, dicendo a me stessa che è necessario portare maggior rispetto. Mi sono davvero trovata molto bene con loro, abbiamo legato tanto, decidendo di organizzare un viaggio per il prossimo anno dove ci incontreremo e, magari, visiteremo il paese di uno di loro.  

 Valentina, quali sono gli argomenti e gli spunti che avete presentato ai policymaker?

Il nostro obiettivo principale è stato dare una definizione di "Blue Citizen", poi abbiamo anche aggiunto delle "raccomandazioni" politiche. Personalmente ho dato dei suggerimenti sul fare maggiore attenzione nel mantenere la pesca sostenibile e nel combattere l'illegalità. Altro argomento è stato il "deep mining" e anche la proposta di effettuare dei "cambi" a livello istituzionale, creando un tavolo di consultazione che includa anche i giovani tra i 16 e i 27 anni, in modo che nasca un confronto ascoltando anche la voce delle nuove generazioni. Forse questa è stata una proposta un pò "esagerata", ma ci abbiamo voluto provare lo stesso, perché a nostro avviso è fondamentale coinvolgere i giovani, perché saranno il futuro.

Siamo tutti cittadini blu, indipendentemente da dove viviamo, sulla costa o nell'entroterra, siamo tutti legati al mare: lo abbiamo compreso guardando un film sulle credenze dei Maori e sul loro legame con il mare. La nostra rete delle "Blue School", infatti, coinvolge Istituti non solo localizzati sulle coste, ma anche nell'entroterra, proprio per sottolineare questo aspetto, e grazie a questo progetto vengono favorite attività e collaborazioni con tutte le "Blue School", anche con quelle con non sono sul mare.

Inoltre, nel corso delle nostre discussioni, siamo arrivati anche a capire che è importante vivere in pace, perché se la pace è tra i cittadini, lo sarà anche tra le persone e il mare. Infine abbiamo sottolineato l'importanza di imparare a consumare in maniera sostenibile, diventando più consapevoli dell'ambiente che ci circonda.

Valentina, consiglieresti ai tuoi coetanei di sfruttare tutte le occasioni possibili per andare all'estero e confrontarsi con altre culture?

Certamente, perché la mente si apre e si conoscono altre realtà, che magari non sanno che esistono. Vivere significa anche viaggiare, conoscere altre persone e culture, altri pareri e confrontarsi con gli altri. Ci sono diverse opportunità per i giovani, ad esempio il Volontariato Europeo, che permettono di capire come si vive in altri Paesi, che non è scontato. Oggi sono richieste delle competenze nel mondo del lavoro che grazie a queste esperienze ognuno può crearle.

È GRATIS! Compila il form per ricevere via e-mail la nostra rassegna stampa.

Partecipa ai sondaggi della Gazzetta della Spezia: clicca qui.

Gazzetta della Spezia & Provincia non riceve finanziamenti pubblici, aiutaci a migliorare il nostro servizio con una piccola donazione. GRAZIE

Vota questo articolo
(0 Voti)
Gazzetta della Spezia

Redazione Gazzetta della Spezia
Via Fontevivo, 19F - 19123 La Spezia

Tel. 0187980450
Email: redazione@gazzettadellaspezia.it

www.gazzettadellaspezia.it

Articoli correlati (da tag)

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

 
 
Studio Legale Dallara