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La città svelata: una speranza per il sostegno sociale e l'inserimento lavorativo In evidenza

di Marina Lombardi – L’obiettivo è quello del reinserimento di chi vive situazioni di disagio sociale.

Integrazione, formazione, inserimento e accoglienza, tutte iniziative promosse e realizzate dalla collaborazione tra Mondo Nuovo Caritas, Isforcoop e sostenute dal Comune della Spezia, al fine di creare percorsi a sostegno di soggetti che provengono da contesti di disagio e fragilità sociale.

"Speranza è la parola chiave che rappresenta il filo comune di tutte queste iniziative - afferma Don Luca Palei, direttore della Caritas Diocesana - un termine che mi piace evocare, in riferimento a tutto quello che è l’integrazione e la messa in campo di attività anche per valorizzare chi si trova ad essere in una situazione di disagio ma che vuole ricominciare”.

Il progetto, che ha come obiettivo proprio quello di incentivare la creazione di percorsi di inclusione socio-lavorativa e orientamento professionale, ha coinvolto in questi anni diverse categorie, tra cui detenuti ed ex-detenuti, che hanno avuto l’opportunità di inserirsi nel mondo del lavoro, in particolare nell’ambito della manutenzione delle aree verdi del territorio spezzino. Ad oggi sono 6 i ragazzi coinvolti nel progetto, appartenenti a fasce d’età tra i 28 e i 54 anni, ma si spera di inserirne il più possibile nel corso del tempo. 

Lavori di manutenzione, di pulizia e sistemazione delle aree verdi che sono stati eseguiti nel corso di questi anni, ad esempio, lungo la zona di via Puccini a Fossitermi nel tratto compreso tra via di Birano e il capolinea dell’autobus; Porta Castellazzo; Fuori le mura e via dei Colli; al Parco della Maggiolina; Rebocco; Gaggiola e molto altro.

”Auspico che ci siano sempre più iniziative di questo tipo – afferma il Sindaco Pierluigi Peracchini – si tratta di un nuovo e importante progetto, a cui teniamo fortemente, perché crediamo che il percorso che persone che nella vita hanno commesso errori debbano fare, non sia un percorso di abbandono, ma di reinserimento nella società”.

Un progetto che si inserisce, in molti casi, in una realtà sociale che spesso può risultare ostile, dove la cultura dell’integrazione dell’altro, un altro che ha affrontato un percorso di vita non comune alla norma, come può essere quello di un detenuto o ex detenuto, è ancora un tema su cui battersi non solo sul fronte dell’integrazione, ma anche sulla sensibilizzazione e l'informazione della società che lo accoglie. Si tratta di un tema delicato oggi, preso in analisi sempre più spesso dalle scienze sociali ma del quale, a livello mediatico, si parla tanto, ma spesso non nel modo corretto.

A riguardo afferma infatti il Sindaco: “Non è facile fare capire queste cose, perché tante volte le persone parlano e ragionano con la pancia e si trovano a recriminare contro situazioni che sono difficili. La nostra è una scelta chiara di responsabilità e serietà, che ha coinvolto più realtà impegnate nel portare avanti questo fondamentale progetto”.

Come scriveva Voltaire, nel lontano 1700, “non fatemi vedere i vostri palazzi ma le vostre carceri, poiché è da esse che si misura il grado di civiltà di una Nazione”. È l’attenzione e la cura del sostegno, della rieducazione e della reintegrazione che rende una comunità giusta e forte, capace di riconoscere gli errori e migliorare il futuro individuale ma anche sociale.  

Ma è anche la legge che prevede questo tipo di attività, da non dimenticare infatti, che l’integrazione sociale dei detenuti ed ex-detenuti è prevista dalla legge Regionale n.1/1986 (art. 79) che prevede “apposite risorse per favorire l’inserimento lavorativo "mirato" di cittadini svantaggiati, fra i quali i detenuti e gli ex detenuti. Le ASL e i Comuni hanno il compito di promuovere tutte le iniziative utili a realizzare progetti individualizzati di integrazione lavorativa”.

“Voglio chiamare questo progetto Rigenerazione 3.0 – ha affermato l’Assessore Patrizia Saccone- progetti che hanno dimostrato in questi anni di essere una risposta importante per la nostra comunità, sia come occasione di reinserimento sociale, sia come interventi di pubblica utilità per la manutenzione e il decoro della nostra città”.

L’iniziativa, presentata in conferenza stampa, ha visto seduti fianco a fianco, anche Simona Gallo e Lucia Vanni per la Casa Circondariale della Spezia, Alessandra De Simone e Paolo Clemente di Isforcoop-ETS, partecipanti attivi e risorse fondamentali per la realizzazione di questo progetto.

 

 

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Redazione Gazzetta della Spezia

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