Il futuro del cantiere della Spezia di Italian Sea Group torna al centro dell’attenzione. Tra le ipotesi sul tavolo per il rilancio dell’azienda emerge anche quella di un possibile interesse da parte di Azimut, realtà di primo piano della nautica italiana.
A confermarlo è stato Costantino, intervistato dal TGR Toscana, al quale ha spiegato che sono in corso valutazioni sulla valorizzazione degli asset del gruppo e, in particolare, dello stabilimento spezzino.
“Attualmente stiamo lavorando sulla possibilità di vendere il cantiere di Spezia”, ha dichiarato nel corso dell’intervista. Alla domanda su eventuali contatti con Azimut, la risposta è stata: “Sì, c’è stato un contatto”.
Parole che aprono uno scenario di interesse per il territorio spezzino, dove il cantiere rappresenta un presidio industriale strategico e un punto di riferimento per il comparto della nautica di lusso.
Nel corso dell’intervista al TGR Toscana, Costantino ha parlato anche della fase complessa attraversata da Italian Sea Group e della necessità di un percorso di riorganizzazione: “La sfida è rimettere in asse l’azienda. Ha rappresentato negli ultimi 17 anni la mia vita, guiderò il risanamento”.
Dopo le dimissioni, ha spiegato che sarà necessario un cambiamento nella governance societaria: “Mi sono dimesso perché ho ritenuto che fosse un atto dovuto. Sarà necessario un cambiamento generale di governance. Si individuerà, se sarà necessario e se sarà il caso, il supporto che io potrò continuare a dare all’azienda”.
Un passaggio dell’intervista ha riguardato anche la situazione occupazionale: “In questi mesi credo che abbiano lasciato l’azienda una settantina di persone. Ce ne sono circa 500. Avremo una cassa integrazione di un periodo per aspettare la ripresa delle attività”.
Nessuna ipotesi invece sulla cessione dei marchi del gruppo: “No, assolutamente. I marchi sono il know-how dell’azienda, quindi sono intoccabili”.
Le prossime settimane potrebbero quindi essere decisive per capire quale sarà il futuro del cantiere spezzino e se il contatto con Azimut potrà trasformarsi in un’operazione concreta, con possibili ricadute sul sistema industriale e occupazionale del territorio.







