Confartigianato informa le imprese del settore che sono state pubblicate le FAQ dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla nuova disciplina che regola l'utilizzo del termine "artigianale". Tali chiarimenti rappresentano un importante contributo per spiegare l'ambito di applicazione della legge n. 34 del 2026 e fornire indicazioni operative alle imprese. La legge stabilisce infatti che il termine "artigianale" e ogni richiamo all'artigianato possano essere utilizzati nella promozione di prodotti e servizi esclusivamente dalle imprese scritte all'Albo delle imprese artigiane.
Le FAQ chiariscono che la norma tutela una specifica qualifica giuridica e imprenditoriale e non il semplice ricorso a lavorazioni manuali o tradizionali. Tra gli esempi forniti dal Ministero vi è quello del settore alimentare. Un bar che produce internamente il proprio gelato ma non è iscritto all'Albo non potrà pubblicizzarlo come "gelato artigianale"; potrà invece utilizzare definizioni come "gelato di produzione propria", "gelato fatto ogni giorno" o "preparato con lavorazioni tradizionali". Diverso il caso di un esercizio che commercializza gelato proveniente da un'impresa artigiana iscritta all'Albo: in questo caso il prodotto potrà essere correttamente presentato come "artigianale", dimostrandone, in caso di controllo, la provenienza. E' bene utilizzare queste diciture per non incorrere in sanzioni. Le FAQ confermano che la nuova disciplina non va a modificare le leggi speciali già esistenti, come quelle che regolano la birra artigianale o le Indicazioni Geografiche Protette (IGP).
"Questi chiarimenti sono fondamentali per comprendere come applicare la legge – spiega Nicola Carozza, Dirigente Confartigianato La Spezia – si tratta di un riconoscimento importante alla categoria degli artigiani e di un modo per evitare fraintendimenti. L'uso del termine 'artigianale' viene spesso abusato e rischia di perdere il suo valore. Giusto mettere delle regole che possano fare ordine e garantire chiarezza al consumatore".







