Il costo del credito continua a penalizzare artigiani e piccole imprese. È quanto emerge da un'elaborazione della CNA sui tassi applicati ai finanziamenti alle imprese al 31 dicembre 2025, secondo cui il denaro resta molto più caro per chi richiede prestiti di importo contenuto. Una dinamica che, sottolinea l'associazione, ricorda quella dei carburanti: i costi aumentano rapidamente, ma diminuiscono con molta più lentezza.
Per i finanziamenti destinati agli investimenti il TAEG medio nazionale è pari al 3,96%, ma sale al 6,08% per i prestiti fino a 50mila euro, contro il 3,58% applicato alle operazioni superiori a un milione di euro. Ancora più marcato il divario per i finanziamenti destinati alla liquidità: il TAEG medio è del 4,95%, ma raggiunge l'8,73% per le operazioni fino a 50mila euro, mentre scende al 3,54% per gli importi oltre il milione.
Alle differenze legate all'importo si aggiungono quelle territoriali. Per i prestiti destinati agli investimenti i tassi più elevati si registrano in Valle d'Aosta (5,30%) e Calabria (5,02%), mentre in Liguria il TAEG si attesta al 3,43%. Secondo la CNA, il maggiore costo del piccolo credito rischia di trasformare uno strumento di sviluppo in un elemento di selezione, penalizzando proprio le imprese di minori dimensioni.
«Per una piccola impresa un finanziamento da 30, 40 o 50mila euro può significare acquistare un macchinario, digitalizzare un processo, assumere una persona o superare una fase di tensione finanziaria», afferma il presidente di CNA Liguria Gianluca Gattini. «Se però il piccolo credito continua a costare molto più del credito di grande dimensione, il rischio è che gli investimenti vengano rinviati e che la liquidità diventi sempre più onerosa proprio per le imprese più radicate nei territori».
Pur registrando una diminuzione rispetto ai picchi del 2023, il costo del denaro resta ben superiore ai livelli precedenti alla stretta monetaria. Per questo la CNA chiede di rafforzare gli strumenti a sostegno dell'accesso al credito, attraverso garanzie pubbliche più efficaci, una maggiore valorizzazione dei Confidi, criteri di valutazione più attenti alla qualità delle imprese e procedure più semplici e rapide, affinché la riduzione dei tassi possa tradursi in benefici concreti per l'economia reale.







