Progetto nazionale della Confesercenti per portare in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare volta alla istituzione di quelle Zone Economiche Speciali di Prossimità entro le quali opererebbero nuove norme di agevolazione fiscale e burocratico-amministrativa, nonché di supporto finanziario agli investimenti degli esercizi già esistenti e a quelli in via di apertura, compresa l'introduzione di un fondo finalizzato in particolare a formazione e innovazione.
“Servono 50.000 firme - spiega in merito il Direttore di Confesercenti La Spezia Fabrizio Capellini - ma noi contiamo in tutta Italia di arrivare a 70.000 entro novembre, appoggiandoci ai nostri iscritti oltre ad aprire allo scopo i banchi di raccolta per le strade, senza dimenticare che si può aderire pure on-line”.
Occorre nel contesto infatti pure adeguata sensibilizzazione della cittadinanza, del resto si tratta di combattere la rarefazione commerciale e la stessa desertificazione urbana, rafforzando appunto il tessuto economico e locale messo un po' in crisi specie dalle compravendite via web. Non a caso si confida nell'ambito mica poco sull'appoggio coordinato di Stato, Regioni, Province autonome ed enti locali. A Regioni e Province autonome tanto per cominciare verrà chiesto di individuare le aree urbane e periurbane all'uopo.
“Ci sono precise cifre - ha detto in proposito Raffaella Aversa che era presente alla conferenza-stampa di presentazione in rappresentanza della Presidenza della Confesercenti spezzina - che spronano a costruire di buona lena opportune facilitazioni a beneficio del commercio. Un negozio in più può voler dire strada illuminata, più servizi a disposizione, maggior sicurezza e in generale un quartiere davvero vivibile. Particolarmente beneficiari di questo passo, dovrebbero essere i borghi, i piccoli comuni e le zone periferiche. Il piano potrebbe arrivare persino a una facilitazione nell'affitto di fondi e vani necessari al commercio”.
Il provvedimento altresì prevede l'istituzione presso il Ministero delle imprese e del Made in Italy di un Osservatorio atto all'indirizzo delle politiche di settore, con tanto di monitoraggio e verifica, nonché valutazione delle misure adottate nelle “Zespro”.
Potrebbe trattarsi della più grande operazione riguardante la distribuzione commerciale a quasi trent'anni da quella Riforma Bersani che decisamente lo liberalizzo nel 1998.







