In un contesto internazionale segnato da crisi energetiche, tensioni geopolitiche e rallentamento dei mercati, la nautica e la meccanica continuano a rappresentare il principale motore dell’economia spezzina. È quanto emerge dallo studio “Imprese ed economia nell’era dell’incertezza”, realizzato dall’Ufficio Studi nazionale di Confartigianato e presentato dal responsabile Enrico Quintavalle durante la conferenza stampa organizzata da Confartigianato La Spezia per gli ottant’anni dell’associazione.
Secondo i dati illustrati da Quintavalle, nel 2025 l’export provinciale ha raggiunto quota 1 miliardo e 893 milioni di euro, con una crescita del 23,2% rispetto all’anno precedente.
A trainare il dato è stato soprattutto il comparto delle navi e imbarcazioni, cresciuto del 35,9%. La nautica rappresenta oggi il 61,6% dell’intero export provinciale e incide per quasi il 14% del Prodotto interno lordo della Spezia.
Numeri che confermano il ruolo strategico della filiera navale nell’economia locale e che, secondo Confartigianato, dimostrano la capacità competitiva del territorio anche in una fase internazionale complessa.
Dietro questi risultati si sviluppa una filiera produttiva molto ampia che coinvolge centinaia di micro e piccole imprese specializzate.
Il cluster della meccanica conta infatti 715 imprese e oltre 8 mila addetti. Quasi la metà delle aziende del comparto è artigiana.
“La presenza di tante imprese artigiane che coesistono con i grandi brand della nautica e della Difesa ha un impatto significativo sull’occupazione e sulla competitività del territorio”, ha spiegato il presidente di Confartigianato La Spezia Paolo Figoli.
Le imprese della filiera cercano infatti personale tecnico specializzato, progettisti, saldatori e operatori qualificati. Professionalità sempre più richieste ma spesso difficili da reperire.
Secondo Confartigianato, uno dei punti di forza del sistema spezzino è proprio la presenza di una rete diffusa di micro e piccole imprese capaci di collaborare con i grandi gruppi industriali mantenendo competenze altamente specializzate.
Accanto alla forte vocazione internazionale, il report dell’Ufficio Studi di Confartigianato mette in evidenza anche il valore dell’economia di prossimità. Quasi il 70% delle imprese spezzine continua infatti ad avere come principali concorrenti aziende dello stesso territorio, mentre cresce l’attenzione verso produzioni locali e filiere corte.
Per Confartigianato La Spezia la sfida dei prossimi anni sarà sostenere gli investimenti in innovazione, transizione digitale e sostenibilità energetica, accompagnando le imprese in un percorso di crescita che possa consolidare il ruolo della provincia tra i principali poli italiani della nautica e della meccanica.







