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Gozzi a Bridge to Africa: l’Italia “ambasciatore gentile” nelle relazioni con il Nord Africa In evidenza

All’Auditorium Bucchioni un convegno per analizzare lostato delle economie africane, l’interscambio con l’Italia e le strategie per rafforzare i rapporti nel Mediterraneo.

A Bridge to Africa entra nel vivo con il convegno di apertura in programma all’Auditorium Giorgio S. Bucchioni dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale. L’evento entra subito nel merito dei temi chiave per affrontare le relazioni tra Italia e Africa dal punto di vista economico, istituzionale e industriale, con un’attenzione concreta ai nuovi scenari geopolitici che stanno investendo l’area del Mediterraneo allargato.

In apertura di convegno è intervenuto il “padrone di casa” e presidente dell’AdSP del Mar Ligure Orientale Bruno Pisano, che ha dichiarato: “Va evidenziato come le relazioni commerciali e logistiche tra i porti di La Spezia e Marina di Carrara e la sponda sud del Mediterraneo siano ormai consolidate, regolari e in costante crescita da circa cinquant’anni. Una continuità così prolungata rappresenta un elemento di grande rilievo strategico, soprattutto in un contesto storico segnato da incertezze e da rapidi mutamenti negli equilibri geopolitici internazionali. Quando si parla dei Paesi del Nord Africa, ci si riferisce a economie dinamiche e in forte espansione, capaci di crescere a ritmi spesso superiori a quelli del nostro Paese. Si tratta di realtà che offrono opportunità significative, in particolare in una fase in cui i mercati internazionali mostrano segnali di parziale chiusura. In questo scenario, il flusso commerciale tra il nostro sistema portuale e il Nord Africa continua a rafforzarsi, evidenziando ampi margini di sviluppo non solo sul piano dell’interscambio economico, ma anche in ambito occupazionale, culturale e formativo”.

“È per noi un onore ospitare a La Spezia la seconda edizione di A Bridge for Africa, un appuntamento che nasce da relazioni già solide e dalla volontà di rafforzarle ulteriormente. Il programma, articolato su due giornate, è pensato proprio per favorire il confronto e sviluppare relazioni concrete. Questo risultato è possibile grazie al contributo delle istituzioni locali, dell’Autorità di Sistema Portuale, degli sponsor e del comitato organizzatore, che hanno lavorato insieme per rendere possibile questo incontro. Il Propeller Club, con la sua rete di 26 club e circa 1.500 membri in Italia, nasce proprio per creare una comunità in cui condividere esperienze, informazioni e opportunità, in particolare nei settori portuale, logistico e negli scambi con l’Africa”, ha dichiarato Gianluca Agostinelli, presidente del Propeller Club Port of La Spezia and Marina di Carrara.

“Nello scenario attuale del Mediterraneo, l’Italia, attraverso il Piano Mattei, si pone come ‘ambasciatore gentile’, capace di costruire relazioni fondate su una cooperazione simmetrica con i Paesi del Nord Africa – ha affermato Antonio Gozzi, Special Advisor con delega all’Autonomia Strategica Europea, Piano Mattei e Competitività, Confindustria. “Confindustria ha avviato due linee d’azione molto chiare. La prima riguarda la formazione: stiamo mappando e coordinando percorsi che ci porteranno, entro la fine dell’anno, a formare 3.000 giovani all’interno delle imprese italiane, con programmi linguistici e professionali sviluppati insieme a Palazzo Chigi, LUISS ed ELIS. La seconda è la creazione di un osservatorio dedicato alle iniziative e ai criteri di procurement delle grandi imprese – da ENI a Terna, da Enel a Fincantieri – con l’obiettivo di accompagnare le PMI italiane nel mercato africano, nel rispetto dei principi di local content e reciprocità”.

L’imprenditore ligure si è soffermato anche sull’attuale scenario della crisi di Hormuz che potrà portare “cambiamenti da cui deriverà una nuova centralità per il Mediterraneo, soprattutto per l’attività marittima”. Il riferimento è alla nascita di infrastrutture “capaci di mettere tutta l’economia dell’area in una situazione meno dipendente non solo dallo stretto di Hormuz ma anche dai passaggi nel Mar Rosso, dallo stretto di Bab el Mandeb e da Suez”. In questo contesto, secondo Gozzi, “l’Italia può presentarsi forte di un vantaggio competitivo culturale che dobbiamo riconoscere e tradurre in fatti concreti”. “Le nostre attività non devono essere interpretate come neocoloniali. Se formiamo cento saldatori tunisini per un’industria italiana, dobbiamo formarne altri cento che rimarranno nel loro Paese”.

Gli interventi delle amministrazioni locali

“È chiaro che il Mediterraneo torna centrale in tutte le dinamiche socio-economiche: una condizione che apre una grande opportunità, quella di rafforzare i rapporti con i Paesi africani. Il Piano Mattei può attivare numerose collaborazioni, capaci di generare sviluppo economico e investimenti in una logica di reciproco beneficio, trasformandosi in opportunità concrete per i nostri sistemi produttivi” – ha dichiarato Pierluigi Peracchini, sindaco della Spezia – “Allo stesso tempo la Zona Logistica Semplificata della Spezia è in grado di garantire agevolazioni amministrative e fiscali che rappresentano un’occasione da cogliere”.

In chiusura di sessione l’intervento del presidente della Regione Liguria Marco Bucci, che ha dichiarato: “La Liguria è la porta d’ingresso d’eccellenza d’Europa per gli scambi di merci, investimenti, tecnologia e cultura tra Africa e Europa, uno snodo logistico estremamente competitivo che ha tutte le carte in regola per essere ancora più rilevante. Un ruolo importante lo giocano anche le persone: oggi è fondamentale essere attrattivi per lavoratori, ricercatori e professionisti necessari allo sviluppo delle nostre aziende, e lo sarà ancora di più per il futuro. Anche il mondo dei dati e delle connessioni digitali da e per i Paesi africani porta con sé grandi opportunità grazie a infrastrutture come i cavi sottomarini, un settore in cui la Liguria ricopre già un ruolo da protagonista. Connessione, scambi e collaborazione: il mare tra noi e l’Africa non deve essere una barriera, ma un ponte”.

La giornata di lavori è proseguita con un approfondimento dedicato ad Algeria, Egitto, Libia, Marocco e Tunisia, attraverso delegazioni composte da rappresentanti istituzionali e dell’imprenditoria, focalizzate sui piani di sviluppo economico e sulle opportunità di collaborazione con le aziende italiane. Si è trattato di un momento di approfondimento sulle opportunità di accesso ai mercati e alle agevolazioni per gli investitori.

La seconda edizione di A Bridge to Africa si chiuderà domani con una sessione dedicata alle potenzialità dell’agroalimentare, settore tradizionalmente tra i più forti nel Nord Africa. Seguirà la tavola rotonda del cluster logistico italiano con un dibattito tra i player legati al mondo dell’industria, della consulenza e dello shipping.

I saluti conclusivi saranno affidati al videomessaggio di Edoardo Rixi, vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.


A Bridge To Africa è promosso da Comune della Spezia, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, Confindustria La Spezia, Contship Italia, Dario Perioli Group, FHP, Gruppo Grendi, Laghezza Spa, Scafi Società di Navigazione e Tarros Group. L’evento è organizzato da The International Propeller Club Port of La Spezia and Marina di Carrara e Clickutility Team.

A Bridge To Africa, in programma alla Spezia dall’8 al 10 aprile 2026, è la manifestazione dedicata a promuovere la cooperazione tra l’Italia e i Paesi del Nord Africa, con un focus su sviluppo economico, sostenibilità e partenariati strategici. L’evento mira a creare nuove opportunità di business e rafforzare i legami culturali ed economici, all’interno del quadro del Piano Mattei. Attraverso dibattiti, panel di esperti e incontri istituzionali, A Bridge To Africa esplora le potenzialità di collaborazione su temi chiave come la transizione energetica, la logistica marittima e le infrastrutture, favorendo una crescita condivisa tra i due continenti.

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