La provincia spezzina registra un dato in controtendenza rispetto al quadro regionale e nazionale: le imprese femminili crescono dello 0,9%, recuperando e superando il calo registrato lo scorso anno. I dati sono stati presentati da Davide Mazzola, vice presidente vicario Camera di Commercio Riviere di Liguria, e da Olivia Zocco, responsabile Servizio Informazione economica e Orientamento al lavoro, durante un incontro dedicato al ruolo delle donne nel tessuto economico e sociale del territorio.
Secondo i dati illustrati, le imprese femminili attive sono 5.278, pari al 25,6% del totale: in pratica, una su quattro. Un valore superiore alla media italiana, dove il rapporto è di un’impresa femminile ogni cinque.
Mazzola ha sottolineato come il trend locale sia incoraggiante, pur ricordando che il divario con l’Europa resta ampio. “Il livello locale mostra dati positivi, ma come Paese siamo ancora lontani dai modelli europei. Serve un rafforzamento delle politiche di welfare, perché il ruolo della donna nel lavoro ha un duplice peso rispetto a quello maschile”, ha evidenziato Mazzola. Il vicepresidente ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di investire in servizi per la famiglia, asili e sostegni concreti che permettano alle donne di esprimere pienamente il proprio potenziale professionale.
Zocco ha illustrato nel dettaglio i dati relativi alle imprese e al mercato del lavoro.
Tra i punti più rilevanti:
- Imprese femminili in aumento dello 0,9%, contro il calo registrato in Liguria e in Italia.
- Femminilizzazione più alta nei settori tradizionali: servizi alla persona, assistenza, cura, turismo.
- Tre comuni delle Cinque Terre presentano il tasso più elevato di imprese femminili, in relazione al peso del turismo.
- Il 60% delle imprese femminili è individuale, dato in linea con Liguria e Italia.
- Crescono le società di capitale, considerate più resilienti sul mercato.
- La fascia d’età più rappresentata è 50-69 anni, con il 39% delle imprenditrici che ricopre ruoli di amministrazione.
- Tra le giovani 18-29 anni, lo spirito imprenditoriale è in aumento, con un’incidenza del 33,3%.
Sul fronte occupazionale, i dati ISTAT mostrano un incremento significativo delle lavoratrici dipendenti: +5,6%, un valore triplo rispetto alla media italiana e undici volte superiore a quella ligure. La disoccupazione femminile, tuttavia, resta stabile, a differenza del calo registrato a livello nazionale.
La componente femminile rappresenta il 50,9% della popolazione provinciale, con un’aspettativa di vita più alta rispetto agli uomini (86,1 anni contro 81,4). Il tasso di fecondità, pari a 1,19 figli per donna, è leggermente superiore alla media ligure ma insufficiente per garantire il ricambio generazionale.
Sul fronte dell’istruzione, le donne superano gli uomini:
- il 60% delle lauree è conseguito da donne;
- il 64% si laurea nei tempi previsti;
- il voto medio è 104,8, contro 102,9 degli uomini.
Nonostante ciò, persistono gap salariali e di carriera, soprattutto nei settori STEM, dove la presenza femminile resta bassa.
Durante l’incontro sono intervenute due partecipanti ai corsi “Fare impresa” promossi dalla Camera di Commercio.
Federica Polzella ha raccontato il percorso che l’ha portata a sviluppare il progetto di una enolibreria in città, grazie al corso e al voucher ottenuto tramite Confartigianato. “Volevo unire la mia passione per la lettura ai prodotti del territorio, creando uno spazio per aperitivi culturali, attività per bambini e club del libro”, ha spiegato. L’obiettivo è aprire in zona Migliarina, quartiere che conosce bene e che desidera contribuire a rivitalizzare.
La giovane aspirante imprenditrice, Rebecca Buselli, ha invece presentato un progetto, in collaborazione con il fratello, che unisce turismo generativo e cultura. “Vorremmo creare un glamping con uno spazio per eventi culturali e scambi con le realtà del territorio. L’entroterra è parte della nostra storia familiare e ci piacerebbe restituirgli valore”, ha raccontato.
Zocco ha inoltre ricordato che:
- il 70% dei partecipanti ai corsi è donna;
- il 68% delle richieste di voucher per l’assistenza tecnica proviene da donne;
- il 50% delle domande di contributo per l’avvio d’impresa è femminile.
Numeri che confermano un forte interesse verso l’imprenditorialità femminile e la necessità di strumenti concreti per trasformare le idee in attività sostenibili.
La Spezia si distingue come territorio vivace e ricettivo per l’imprenditoria femminile, con segnali di crescita che contrastano il quadro regionale e nazionale. Restano però sfide importanti: welfare, gap salariale, demografia e presenza nei settori innovativi. Un percorso ancora lungo, ma sostenuto da dati incoraggianti e da nuove generazioni di imprenditrici pronte a mettersi in gioco.







