Dopo un’intensa stagione turistica, il Parco Nazionale delle Cinque Terre ha organizzato a Monterosso al Mare il Forum 2025 della Carta Europea per il Turismo Sostenibile (CETS), approfittando della tensostruttura messa a disposizione dal Comune in piazza Tina Anselmi, spazio idoneo ad accogliere un ampio confronto.
Il Forum, dal titolo “Resta, non passare. Il Parco, le comunità e le reti per il turismo rigenerativo”, ha riunito istituzioni, operatori, associazioni e portatori di interesse che quotidianamente contribuiscono a dare concretezza alla strategia CETS nel territorio, oggi articolata in una rete strutturata che coinvolge oltre 150 realtà della ristorazione e dell’ospitalità.
Ad aprire i lavori, insieme al Presidente del Parco Lorenzo Viviani, sono intervenuti Luca Lombardi, Assessore al Turismo di Regione Liguria, Francesca Salmonese, Assessora del Comune di Vernazza, e Francesco Sassarini, Sindaco di Monterosso al Mare, che ha portato i saluti della comunità ospitante.
Un appuntamento partecipato e denso di contenuti, che ha restituito l’immagine di un Parco in ascolto, consapevole delle criticità ma determinato a rafforzare una visione comune, fondata sulla rete, sulla corresponsabilità e su un’idea di turismo capace di rigenerare ambiente, economia e comunità locali.
Un primo anno di mandato che imprime una direzione chiara
Ad aprire i lavori è stato il Presidente Lorenzo Viviani, che ha ringraziato lo staff dell’Ente e tutti i presenti, sottolineando come il Parco rappresenti oggi un unicum a livello nazionale: un Parco che, grazie anche allo strumento delle Cinque Terre Card, riesce ad autosostenersi e a reinvestire direttamente sul territorio.
“Se qualcosa non funziona nella gestione del turismo – ha detto Viviani – la responsabilità non è dei visitatori, ma nostra”. Un’affermazione netta, che sintetizza il cambio di passo del primo anno di mandato: investire in innovazione digitale dei servizi, assumersi la responsabilità di guidare, orientare, raccontare il territorio in modo corale, profondo e autentico, contrastando letture superficiali e riduttive – come quelle legate esclusivamente al tema dell’overtourism – e valorizzando invece la ricchezza diffusa delle Cinque Terre.
La CETS come alleanza tra Parco, operatori e comunità
Nel corso del Forum è emerso con forza il valore della CETS come alleanza operativa, non solo dal punto di vista turistico, ma anche ambientale e sociale. Ridurre a monte consumi e impatti, migliorare la qualità dell’accoglienza, trasformare gli operatori in veri e propri front office del Parco: sono questi alcuni dei risultati già visibili.
Un dato su tutti: 32.000 Cinque Terre Card vendute attraverso le strutture ricettive aderenti al marchio CETS. Un progetto in cui il Parco crede fortemente e che sostiene anche economicamente, offrendo condizioni agevolate per gli ospiti delle strutture certificate.
Trentaduemila card significano altrettanti visitatori accolti, orientati, informati; significano una rete diffusa di operatori che indirizzano le scelte, suggeriscono esperienze, intercettano tendenze ed esigenze emergenti. Un vero e proprio mosaico di presìdi territoriali, che rafforza il legame tra chi vive il Parco ogni giorno e chi lo attraversa in cerca di natura, autenticità e rigenerazione.
Investimenti, infrastrutture e Piano del Parco
Il Direttore facente funzione Emanuele Raso ha ricordato come il Forum rappresenti anche un momento di restituzione sul lavoro svolto: dagli investimenti nella riqualificazione della rete sentieristica, al potenziamento dell’acquedotto irriguo e delle barriere anti-ungulati a protezione di biodiversità e terrazzamenti, fino all’impegno quotidiano dei 18 manutentori del Parco.
Un passaggio centrale ha riguardato il Piano del Parco, recentemente approdato in Consiglio Direttivo per la presa d’atto della proposta definitiva e l’attivazione del confronto formale con i Comuni e con la comunità del Parco: uno strumento atteso da anni, che consentirà di superare molte discrezionalità e di dare risposte chiare su temi strategici, emersi anche durante questo Forum, come ad esempio la gestione delle energie rinnovabili e gli indirizzi per uno sviluppo socioeconomico compatibile.
Comunicazione, identità e miglioramento continuo
Ampio spazio è stato dedicato alla strategia CETS, illustrata da Francesco Marchese (Ufficio Sostenibilità e Programmazione) e Stefano Amoroso (Centro di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità del Parco), che hanno richiamato i principi della Carta, il valore del monitoraggio delle azioni e il ruolo fondamentale degli stakeholder locali in tema di impegno ambientale, come previsto dai disciplinari della Carta europea.
È emerso con chiarezza come la CETS sia ormai un percorso maturo, che da dieci anni lavora sulla qualità e sul miglioramento continuo. Particolare attenzione è stata riservata alla narrazione del territorio e alla comunicazione del Parco, in evoluzione, che dovrà integrare i valori della CETS e rafforzare l’identità delle Cinque Terre attraverso nuovi segni, linguaggi e strumenti condivisi.
Le Vie delle Cinque Terre: un progetto identitario e formativo
Tra i progetti più significativi presentati, quello delle Vie delle Cinque Terre, sviluppato con la Scuola Holden di Torino e l’Università di Bologna. Sette “vie” – della Natura, della Terraferma, di Costa di Crinale, dei Ciàn, dello Spirito, di Tramonti – che rileggono la rete sentieristica da est a ovest, dal mare fino alle sue verticalità, come geografia culturale oltre che escursionistica.
In quest’ambito sono previsti strumenti di coinvolgimento attivo dei visitatori, come il “passaporto” collegato alla Card, e contenuti narrativi affidati alle voci del luogo, attraverso podcast e approfondimenti. Un patrimonio che sarà raccontato e divulgato anche attraverso giornate formative dedicate agli operatori, e che vedrà il lancio ufficiale nella primavera del 2026.
Uno sguardo al futuro: rete, ascolto e formazione
Il Forum si è confermato come un momento di bilancio, ma anche come uno spazio di ascolto e confronto. Dalle domande e dagli interventi del pubblico sono emerse istanze concrete – dalla necessità di semplificare il sistema di vendita della Cinque Terre Card già operativo, basato sull’utilizzo del POS e di codici dedicati agli ospiti delle strutture certificate, fino alla definizione di disciplinari specifici per altre attività turistiche, come aziende agricole o attività del mare – che il Parco sta approfondendo in collaborazione con gli attori di riferimento.
Il 2026 si apre dunque con una direzione chiara: rafforzare la rete, fare sistema tra Parco, Comuni, associazioni e operatori, investire in formazione, coesione e tecnologie, e continuare a costruire una narrazione compatta e autorevole dell’area protetta delle Cinque Terre.
In chiusura della giornata, Corrado Teofili ha portato i saluti di Federparchi, esprimendo apprezzamento per il percorso della CETS nel Parco, indicato come caso di riferimento anche per la capacità di sviluppare strumenti di interpretazione e valorizzazione del territorio nella sua complessità.
Il Parco Nazionale delle Cinque Terre prosegue così il suo impegno: gestire flussi, curare relazioni, non solo accogliere, ma far restare, nel senso più profondo e rigenerativo del termine.







