Nell’agosto 2015 sedici famiglie di Via Bologna 125-127 furono costrette a lasciare i propri alloggi ERP per gravi problemi strutturali. Nel 2017 toccò anche ai civici 121-123. Da allora, quattro palazzine sono rimaste vuote e recintate, simbolo di una promessa mancata.
Le famiglie, che speravano di diventare proprietarie delle case in cui avevano vissuto per anni, si sono viste invece trasferite altrove, perdendo abitudini, relazioni e radicamento nel quartiere. La prospettiva di un rientro entro due anni, annunciata allora, si è rivelata illusoria: le verifiche tecniche hanno imposto la demolizione e ricostruzione, ma per anni non è arrivato alcun finanziamento regionale.
Solo con il Bonus 110% la situazione si è sbloccata: il 15 settembre 2022 è partita la demolizione, nel febbraio 2023 la ricostruzione, con l’obiettivo di consegnare gli alloggi entro fine anno. Le famiglie hanno visto finalmente la speranza di rientrare.
Oggi, 1 dicembre 2025, tutto tace. Gli edifici appaiono ultimati da mesi, ma gli inquilini non hanno potuto fare neppure un sopralluogo. Nessuna informazione ufficiale è stata data sui ritardi, nessuna data di consegna comunicata.
Il SUNIA chiede ad Arte di concordare i tempi per la convocazione di una Assemblea degli inquilini in cui fornire spiegazioni chiare e trasparenti sui motivi dei prolungati ritardi;indicare tempi certi entro i quali si prevede la consegna degli alloggi;ristabilire un rapporto di fiducia con chi da anni attende di rientrare nella propria casa.
Franco Bravo
Segretario Regionale SUNIA







