Analizzare le cause e le conseguenze del dumping contrattuale per evidenziare i rischi della concorrenza sleale, spesso messa in atto attraverso il peggioramento delle condizioni dei lavoratori e con gravi ricadute sulla reputazione del settore. È questo l’obiettivo della seconda edizione del Manuale sul Dumping Contrattuale nei Pubblici Esercizi, realizzato da FIPE-Confcommercio in collaborazione con Adapt e con il sostegno dell’Ente Bilaterale Nazionale del Turismo.
Il dumping contrattuale è una pratica sempre più diffusa, attuata tramite la stipulazione di contratti collettivi nazionali firmati da organizzazioni sindacali e datoriali scarsamente rappresentative – e in alcuni casi del tutto fittizie – con l’unico intento di abbassare le condizioni economiche e normative del lavoro subordinato. Una strategia che consente di ridurre artificialmente il costo del lavoro, eludendo regole e tutele, e danneggiando le imprese virtuose che invece rispettano i contratti sottoscritti da soggetti realmente rappresentativi.
Confcommercio Imprese per l’Italia La Spezia rinnova il proprio impegno nel promuovere l'applicazione corretta del CCNL sottoscritto dalla Federazione e nel sensibilizzare imprenditori e lavoratori su questo fenomeno critico che mina la competitività sana del mercato.
Il Manuale riporta anche un’importante indagine con simulazioni su dieci figure professionali, che evidenzia gli evidenti divari retributivi e normativi derivanti dall’applicazione dei cosiddetti “contratti pirata”. Una simulazione utile per gli operatori del settore e per contribuire alla definizione di strumenti di contrasto efficaci, fondati sulla collaborazione tra corpi intermedi e istituzioni.
In un contesto di crescente incertezza economica, FIPE Confcommercio La Spezia conferma la volontà di collaborare attivamente con INPS, Ispettorato del lavoro e tutti gli enti preposti ai controlli, per sostenere le imprese che rispettano le regole e per contrastare chi sfrutta contratti non riconosciuti e penalizzanti per i lavoratori.
Un impegno concreto per la tutela del lavoro dignitoso e per garantire una concorrenza leale tra imprese, a difesa della tenuta sociale ed economica del nostro territorio.







