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Fim-Cisl: "Leonardo non deve togliere le tende, chiediamo un Piano Industriale chiaro"

La nota della Segreteria FIM-CISL Liguria.

"In data 22 novembre 2021 presso la sede CISL di Chiavari si è tenuto il Coordinamento regionale FIM-CISL LIGURIA della società Leonardo S.p.A. alla presenza del Segretario generale FIM-CISL Liguria Christian Venzano, del segretario regionale Gianluca Tavilla e delle RSU in rappresentanza delle Divisioni-BU (Automation, Cyber Security, ELE ITA, SDI) presenti sui territori liguri", così si legge in una nota della Segreteria FIM-CISL Liguria.

"Leonardo rappresenta in Liguria un vero punto di eccellenza tecnologico, di innovazione, di ricerca e non in ultimo occupazionale e sociale. Tra Genova e La Spezia, i due poli più grandi di Leonardo ci sono circa 2800 dipendenti diretti e almeno altrettanti appartenenti ad un indotto del territorio molto specializzato. Riassumendo la situazione attuale anche a valle dell’Osservatorio Strategico della settimana scorsa Leonardo ha ribadito quale è il core-business e quali sono le attività sulle quali non intende più investire e cercherà per questi settori JV o nella peggiore delle ipotesi anche la cessione".

"Qualora non fosse tolta dal mercato la BU Automation in aggiunta alla più recente dichiarazione di “messa in vendita” della parte legata alla Difesa, la BU Sistemi di Difesa, la Liguria si vedrà privata di buona parte della presenza di Leonardo sul territorio, lasciando di fatto solo la parte legata alla Cyber Security e quella di Elettronica Italia (sempre ammesso che il business dell’elettronica legato al militare non subisca modifiche).
Come FIM-CISL Liguria, non avvalleremo mai un percorso del genere; Leonardo una delle più grandi realtà industriali italiane non deve togliere le tende".

"Chiediamo quindi un Piano Industriale chiaro, che ci ragguagli su quelle che saranno le scelte strategiche di questo Gruppo, con altrettanto chiari investimenti che possano portare le divisioni presenti in Liguria ad essere protagoniste sui mercati internazionali".

"Ci aspettiamo una risposta chiara sul futuro della BU Automation ed una chiara linea sulla parte legata alla Divisione Elettronica, settori indubbiamente strategici per il paese e sui quali aspettiamo una posizione chiara anche da parte di un Governo isterico ed apparentemente assente permettendo così a chi costruisce navi di partecipare a gare dedicate alla Cyber Security in contrapposizione a Leonardo".

"Sulla BU Sistemi di Difesa la partita è altrettanto complessa, ed è per questo che occorre trovare una soluzione che, per la Fim Liguria non può che essere la costituzione del Polo della Difesa italiano prima ancora che quello Europeo".

"L' ipotesi “spezzatino” sarebbe una iattura insostenibile, dato che le funzioni di questa Azienda sono di fatto indivisibili. Solamente per fare cassa da troppi anni assistiamo in Liguria alla dismissione di parti di Aziende del Gruppo ricordando le già dismesse: ANSALDO ENERGIA, ANSALDO STS, MONETICA e la JV di MBDA. Senza contare l’elevato numero di personale uscito dal mondo del lavoro e mai rimpiazzato (circa 500 unità su Genova e 200 su La Spezia)". Perché deve esser sempre la Liguria a pagare? Ora basta".

"Ma gli interessi delle società partecipate dallo Stato sono attentamente monitorate? Esiste sinergia tra chi ne è socio di maggioranza e chi le gestisce? Sul nostro territorio devono rimanere le competenze necessarie per continuare a progettare, programmare, produrre, e vendere interi sistemi (molto complessi) come attualmente avviene: mantenere il know-how, insieme ai livelli occupazionali, è una prerogativa essenziale per noi per poter porre le basi per il futuro. Chiediamo delle risposte da tutte le parti coinvolte".

 

 

 

 

 

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