Il teatro musicale torna protagonista al Lerici Music Festival, da sempre attento all'opera nelle sue diverse forme. Nel cinquantenario della morte di Benjamin Britten, il festival propone The Turn of the Screw (Il giro di vite), uno dei massimi capolavori del Novecento, tratto dall'omonimo racconto di Henry James. L'appuntamento è per venerdì 1° agosto alle 21.15 al Teatro degli Impavidi di Sarzana, con l'Orchestra del Teatro Carlo Felice diretta da Giuseppe Bruno e la regia di Michel El Ghoul. Realizzata in collaborazione con Opera for Peace, la produzione riunisce giovani talenti internazionali e artisti affermati in un allestimento che esplora le zone più oscure dell'infanzia e della memoria.
Ambientata in un'antica dimora di campagna, l'opera segue una giovane governante incaricata di occuparsi dei piccoli Miles e Flora. L'apparizione delle figure di Peter Quint e Miss Jessel trasforma progressivamente il racconto in un enigma psicologico, dove non è mai chiaro se i fantasmi siano reali o il riflesso delle ossessioni della protagonista. Britten traduce questa ambiguità in una scrittura musicale di straordinaria tensione, affidata a un organico cameristico di grande raffinatezza, capace di alternare trasparenza e inquietudine in un continuo gioco di chiaroscuri sonori. In questa produzione anche l'acqua assume una forte dimensione psicologica: una presenza invisibile, ambigua e inquieta che accompagna il viaggio nei territori più profondi dell'inconscio.
«Miles e Flora non sono bambini, ma adulti che vivono ancora all'ombra della propria infanzia, tormentati dalle presenze dei loro carnefici e incapaci di sfuggire a un passato che continua a plasmare ogni aspetto delle loro vite», spiega il regista Michel El Ghoul, che legge The Turn of the Screw come un viaggio nella memoria e nel trauma più che come un tradizionale racconto di fantasmi.
Sul podio salirà Giuseppe Bruno, direttore d'orchestra, pianista e compositore, profondo conoscitore del repertorio novecentesco. «Il Giro di vite fonde il rigore costruttivo con un doloroso senso di perdita dell'innocenza, riflesso della società uscita dalla Seconda guerra mondiale», osserva. «È uno dei più grandi esempi di come il teatro musicale possa ancora parlare al nostro presente».
Nel cast Sofia Savenko (la Governante), James Schouten (Peter Quint e Prologo), Melinda Hughes (Miss Jessel), Dilan Saka (Mrs Grose), Jasmine Flicker (Flora) e Nicholas Ceragioli (Miles), insieme all'Orchestra del Teatro Carlo Felice.
Nato in Libano e residente a Parigi, Michel El Ghoul è un artista multidisciplinare che lavora tra opera, teatro e arti visive. Dal 2023 cura scenografia, direzione artistica e produzione di Opera for Peace, firmando allestimenti presentati in sedi internazionali come la Torre Eiffel, Villa Medici, il Grand Palais e il Teatro Real di Madrid.
Giuseppe Bruno ha cominciato lo studio della musica nel 1968. Pianista, direttore e compositore, convinto che un sano eclettismo sia il modo migliore per allargare la propria visione, ha frequentato in particolare la Wiener Klassik e le avanguardie storiche del '900.
In questa luce, il Giro di vite di Britten va letto come uno dei suoi titoli di riferimento, «perché fonde il rigore costruttivo con un doloroso senso di perdita dell'innocenza, comune a tanta parte della società che aveva vissuto la seconda guerra mondiale: un grande esempio di come il teatro musicale possa ancora parlare a ciascuno di noi».







