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Quattro opere inedite di OZMO entrano nella collezione permanente del Museo Lia In evidenza

Per la prima volta il Lia espone un artista contemporaneo vivente e per la prima volta OZMO si confronta con la scultura.

Quattro dipinti inediti di OZMO (Gionata Gesi) entrano nella collezione permanente del Museo Civico “Amedeo Lia”, una raccolta di arte antica che va dall’epoca classica al 1800, da Tiziano a Tintoretto. Il progetto segna un doppio primato: per la prima volta un museo acquisisce un intero nucleo di quattro opere di OZMO e, per la prima volta, il Lia espone un artista contemporaneo vivente. In mostra anche l’esordio assoluto di OZMO nella scultura — Pixelated Venus, un marmo di Carrara realizzato per l’occasione.

DENTRO LA COLLEZIONE · ANTICO ⇄ CONTEMPORANEO
OZMO entra “dentro la collezione” non come presenza esterna, ma come interprete di una storia già stratificata: un progetto generato dalle opere del Museo e destinato a rientrare nel suo patrimonio, un invito a riscoprire una delle più importanti raccolte italiane attraverso lo sguardo dell’artista. Accanto alle quattro tele inedite sono presentate quattordici opere e installazioni provenienti dalla collezione dell’artista — dai Bronzi di Riace ai mascheroni grotteschi, dalle teste classiche “pixelate” alle riletture del Cinquecento — scelte per coerenza tematica e formale con le sale che le ospitano. Completa il percorso una parete narrativa che ripercorre in timeline la vicenda umana e artistica di OZMO: l’infanzia a Lari, la formazione nel fumetto underground e all’Accademia di Belle Arti di Firenze, i primi interventi di arte pubblica tra Pisa, Firenze e Milano, fino ai grandi muri da New York a Shanghai, da Londra a Parigi.

La mostra è a cura di Andrea Marmori e Anna Costantini, con allestimento di Emanuele Martera. Inaugurata il 2 luglio 2026, è visitabile fino al 3 dicembre 2026. Dentro il percorso si compie però un gesto destinato a durare oltre la mostra: l’acquisizione.

L’ACQUISIZIONE
Quattro dipinti inediti, realizzati appositamente per il Lia, entrano nella collezione permanente del Museo, accanto a Sebastiano del Piombo, ai Bellini, a Bellotto e Canaletto. Le tele di OZMO abiteranno stabilmente le stesse sale dei maestri con cui sono nate a confronto. Ognuna nasce dal corpo a corpo con un capolavoro della raccolta, in un dialogo tra epoche, tecniche e iconografie che non si limita alla citazione o all’omaggio:
● Autoritratto di Jacopo da Pontormo (c. 1520), in relazione con una nuova opera sull’autorappresentazione
● San Martino dona il mantello al povero, attribuito al giovane Raffaello (1505-1510)
● Madonna del Soccorso di Ansano di Michele Ciampanti
● Testa di Apollo in marmo greco-romana, reinterpretata nella bidimensionalità della tela

L’ESORDIO NELLA SCULTURA
Dal confronto con la raccolta nasce una sfida ulteriore: per la prima volta nella sua ricerca OZMO si misura con la scultura. Pixelated Venus, una Venere in marmo di Carrara, innesta il pixel — cifra del presente digitale — nel linguaggio della statuaria classica, ed è esposta tra i marmi antichi del Museo

TRENT’ANNI DI MUSEO LIA
La mostra rappresenta l'appuntamento centrale delle celebrazioni per il trentesimo anniversario del Museo Lia, inaugurato il 3 dicembre 1996 grazie alla donazione con cui Amedeo Lia, collezionista raffinato e appassionato, consegnò alla città oltre mille opere — dipinti dal Duecento al Settecento, sculture, bronzi, miniature e oggetti d’arte. Federico Zeri annoverava la raccolta fra le più prestigiose d’Europa per l’altissima qualità dei suoi fondi oro: un patrimonio privato divenuto patrimonio civico.

Il titolo “OZMO X LIA 30” ne racchiude il senso: la “X” è il moltiplicatore che lega la collezione storica alla ricerca dell’artista; il 30 non indica soltanto l’anniversario, ma il tempo di una storia condivisa tra la Città e il suo patrimonio. Le tele acquisite ne diventeranno testimonianza permanente. La mostra è l’appuntamento centrale delle celebrazioni, insieme a “Lia Next”, il ripensamento degli spazi dell’ex Info Point dedicato a formazione, divulgazione, tecnologia e sperimentazione visiva.

Il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dichiara: “Il Museo Civico ‘Amedeo Lia’ rappresenta uno tra i più importanti patrimoni culturali della nostra Città. Il traguardo dei trent’anni dalla sua inaugurazione è un momento significativo per tutta la comunità spezzina e ci offre l’occasione per rinnovare la nostra profonda gratitudine alla famiglia Lia. Per celebrare questo anniversario abbiamo scelto di guardare al futuro, mettendo in dialogo la grande tradizione custodita dal Museo con i linguaggi dell’arte contemporanea, creando un confronto vivo e stimolante tra capolavori del passato e nuove espressioni artistiche. Siamo particolarmente lieti di accogliere nuovamente alla Spezia OZMO, artista di fama internazionale che ha già lasciato un segno importante nella nostra città con il grande intervento realizzato presso la Galleria Quintino Sella. Con questo nuovo progetto OZMO torna a confrontarsi con la nostra comunità e con uno dei luoghi simbolo della cultura spezzina, realizzando opere che entreranno a far parte del patrimonio civico, a testimonianza della volontà dell’Amministrazione di continuare a investire nella cultura.”

LE IMMAGINI CHE HANNO ACQUISITO POTERE
Al centro della ricerca di OZMO c’è un’idea antica: le immagini che nel tempo hanno acquisito potere — sacre, classiche, popolari — continuano ad agire su di noi. Da vent’anni l’artista le riattualizza e le riporta al presente. Nella Madonna del Soccorso dipinta per il Lia, attorno alla Vergine che leva il bastone contro il demonio compaiono i marchi che governano l’immaginario di oggi: la stessa iconografia, un altro pantheon. Formato all’Accademia di Belle Arti di Firenze, OZMO è prima di tutto un pittore. L’esposizione e l’acquisizione consolidano il percorso di uno dei pionieri dell’arte pubblica in Italia, la cui ricerca è oggetto di studi al King’s College di Londra, alla Scuola Normale Superiore di Pisa e all’Università di Cambridge, ed è riconosciuta dall’Enciclopedia Treccani.

«Entro nella collezione del Lia come un artista che da sempre dialoga con la storia dell’arte e con la tradizione immaginifica. Nel mio lavoro di arte pubblica dialogo con lo spazio e con chi guarda; in studio, con i maestri — e con internet. Da vent’anni lavoro sulle immagini che hanno acquisito potere nel tempo: le riattualizzo, le riporto al presente. Che un museo di arte antica esponga e acquisisca delle mie opere è un riconoscimento per la pittura — per la mia pittura — e per l’arte pubblica. Misurarmi con Raffaello e con Pontormo, e per la prima volta anche con la scultura, è una delle prove più alte a cui un artista possa aspirare. La mia ricerca tende a svelare il simbolo assoluto, che probabilmente è Dio. Ringrazio il Sindaco Peracchini, il Direttore Marmori e la curatrice Costantini, per il coraggio che dimostrato.»

OZMO · NOTA BIOGRAFICA
Gionata Gesi, in arte OZMO, vive attualmente a Parigi, ma la sua formazione affonda le radici nel contesto dell’underground toscano e nell’Accademia di Belle Arti di Firenze. OZMO ha segnato il panorama dell’arte visiva con un approccio innovativo e multidisciplinare, sviluppato dalla fine degli anni Novanta e dai primi anni Duemila, combinando disegno, pittura, grandi murales, installazioni e linguaggi eterogenei. Nel corso della carriera ha realizzato numerosi interventi di wall-painting nelle principali capitali dell’arte contemporanea e urbana, in Italia e all’estero, affermandosi come uno dei principali esponenti dell’arte pubblica monumentale anche oltre i confini europei. Tra i riconoscimenti istituzionali più significativi: mostre e collaborazioni con il Museo del Novecento di Milano, il MACRO di Roma, la Biennale di Architettura di Venezia (2021), il Mauritshuis, l’Istituto Italiano di Cultura di New York e il King’s College di Londra. Il suo lavoro è oggetto di studi accademici presso la Scuola Normale Superiore di Pisa e ha ricevuto il riconoscimento dell’Università di Cambridge, con un capitolo nel Cambridge University Press Handbook. La sua formazione include una residenza presso la Fondazione Antonio Ratti (CSAV, Como, 2005) con Alfredo Jaar. La sua ricerca è documentata in numerose pubblicazioni, tra cui la monografia OZMO 1998–2018 (Crowdbooks, 2019). OZMO è presente nell’Enciclopedia Nazionale Italiana Treccani.

INFORMAZIONI
Museo Civico “Amedeo Lia” · Via del Prione 234, La Spezia
Mostra 3 luglio – 3 dicembre 2026 
Martedì– domenica 10.00–18.00 (biglietteria fino alle 17.30), lunedì chiuso 
www.museolia.it
Promossa dal Comune della Spezia. 

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