Sarà un autunno dedicato agli appassionati di arte contemporanea. Il CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea della Spezia ha presentato la sua prossima grande mostra, “Francesco Clemente. Il primato del disegno. Opere 1975-1985”, che aprirà al pubblico dal 10 ottobre 2026 al 29 marzo 2027. L’esposizione inaugura la trilogia “Oltreconfine. Arte italiana 1968-1989”, ideata da Arturo Galansino e curata da Francesco Guzzetti, un progetto che segna un nuovo passo nel percorso di crescita del museo.
Il sindaco Pierluigi Peracchini ha sottolineato come la città stia vivendo “un periodo di grande fermento culturale”, grazie a iniziative che stanno riportando alla Spezia studiosi, curatori e professionisti dell’arte contemporanea. Ha inoltre evidenziato che la mostra dedicata a Francesco Clemente rappresenta “un momento importante per la città, un segnale della qualità e della visione che il CAMeC sta costruendo insieme alla Fondazione Carispezia”.
Il Presidente della Fondazione, Andrea Corradino, ha ricordato come il CAMeC stia diventando “sempre di più un centro di ricerca e sperimentazione”, capace di coinvolgere la cittadinanza e attrarre un pubblico nazionale e internazionale. La formazione del nuovo Comitato Scientifico, composto da figure di altissimo profilo, è per Corradino la prova concreta di un percorso che punta a consolidare il ruolo del museo nel panorama dell’arte contemporanea.
A prendere la parola è stato poi Giacomo Bei, Presidente del Comitato di Gestione del CAMeC, che ha definito i curatori e gli esperti coinvolti “supereroi dell’arte contemporanea”, capaci di portare alla Spezia un livello di qualità che fino a pochi anni fa sembrava irraggiungibile. Bei ha ringraziato il Comitato Scientifico e gli sponsor, sottolineando come il loro contributo sia “un dono prezioso per la città”.
Il professor Gerhard Wolf, Direttore del Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max Planck Institut e Presidente del Comitato Scientifico, ha evidenziato l’importanza di un gruppo di lavoro “al servizio del museo”, impegnato a garantire qualità, ricerca e visione internazionale: “Non siamo superiori – ha detto – ma cerchiamo di lavorare insieme per la crescita del CAMeC”.
La curatrice Giulia Lecchini, coordinatrice del Comitato Scientifico, ha annunciato l’avvio delle nuove residenze d’artista, la prima delle quali si svolgerà nel Parco delle Cinque Terre, ampliando ulteriormente le attività del museo e il suo dialogo con il territorio.
Il curatore della mostra, Francesco Guzzetti, ha illustrato il senso del progetto “Oltreconfine”, una trilogia di mostre monografiche dedicate ad artisti che rappresentano “condizioni di attraversamento, soglia e contaminazione”, sia dal punto di vista geografico che da quello dei linguaggi artistici. Francesco Clemente, ha spiegato Guzzetti, è uno dei protagonisti internazionali dell’arte contemporanea, figura chiave del ritorno alla figurazione e alla pittura negli anni Ottanta.
La mostra al CAMeC si concentrerà sulla stagione iniziale dell’artista, dagli esordi segnati dalla fotografia fino all’approdo alla pittura, con il disegno come filo conduttore. Un percorso che mette in luce opere spesso non esposte da decenni, provenienti da collezioni private e istituzioni italiane, tra cui la Collezione Maramotti e le raccolte di Intesa Sanpaolo. L’esposizione offrirà al pubblico “l’occasione di osservare una stagione forse meno nota ma altamente significativa”, ha aggiunto Guzzetti, ponendosi in continuità – ma anche come alternativa – rispetto alla recente retrospettiva dedicata a Clemente alla Triennale di Milano.
La curatrice Elena Volpato ha definito la mostra “una soglia di apertura”, capace di unire profondità storica e radici locali, mentre il Sindaco ha ricordato come la Spezia abbia una lunga tradizione nell’arte moderna e contemporanea, dal futurismo alle esperienze più recenti.
Il CAMeC si prepara così a inaugurare un progetto che non è solo espositivo, ma anche scientifico, critico e filologico, in linea con la nuova direzione culturale del museo. Una stagione che promette di rafforzare ulteriormente il ruolo della Spezia come punto di riferimento per l’arte contemporanea.







