Sarzana si prepara ad accogliere la decima edizione di Fisiko!, il festival internazionale di danza, performance e teatro fisico che dal 19 al 26 luglio animerà la Fortezza Firmafede e il Teatro degli Impavidi. Una settimana di spettacoli, laboratori e percorsi che mettono al centro il corpo, inteso come strumento vivo, capace di dialogare con lo spazio e con la comunità.
L’assessore alla cultura e al marketing territoriale Giorgio Borrini ha espresso soddisfazione per questa edizione, sottolineando la coerenza del festival con gli obiettivi culturali che la città si è data. Ha ricordato la volontà di valorizzare gli spazi urbani, in particolare la Fortezza Firmafede, e la capacità della cultura di aprire luoghi, generare partecipazione e parlare linguaggi diversi, rivolgendosi tanto alle giovani generazioni quanto alle forme artistiche contemporanee. Borrini ha evidenziato anche la funzione sociale del festival, che si apre a progetti dedicati a persone fragili e a percorsi di recupero attraverso la cultura. “Fisiko è un evento riconoscibile, atteso, che cresce grazie alla collaborazione tra pubblico e privato”, ha dichiarato.
Il direttore artistico Maurizio Camilli ha spiegato la scelta di concentrare gli spettacoli in due luoghi cardine: il Teatro degli Impavidi e la Fortezza Firmafede, articolata in tre spazi – bastione, sala dell’androne e sala delle capriate – che richiedono agli artisti una grande capacità di adattamento. Camilli ha ricordato come oggi il corpo sia ovunque: nei social, nei media, nel racconto della guerra e della politica. “Ma spesso non è presente in prima persona. A Fisiko riportiamo il corpo dal vivo, in relazione con lo spazio e con chi guarda, per capire quali linguaggi può restituire”. La visione artistica illustrata da Camilli si riflette anche nella scelta delle compagnie invitate. Così come gli spazi del Teatro degli Impavidi e della Fortezza Firmafede richiedono agli artisti una grande capacità di adattamento, anche il programma costruisce un dialogo tra linguaggi diversi, mantenendo insieme uno sguardo internazionale e una forte attenzione al territorio. Accanto alle realtà provenienti dall’estero, Fisiko ospita infatti artisti locali che hanno saputo sviluppare percorsi significativi, come Caterina Bianchi, Erica Portunato e Fortunato Sanzmosi. “Non coinvolgiamo il territorio solo per rappresentarlo, ma per costruire insieme percorsi reali”, ha spiegato Camilli, ricordando come l’incontro tra metodi, pratiche e generazioni sia parte integrante della filosofia del festival e della sua capacità di mettere il corpo al centro come esperienza viva e condivisa.
Una parte centrale del festival è dedicata ai laboratori, che per Camilli rappresentano il modo più diretto per trasformare lo spettatore in parte attiva del processo artistico. La scelta nasce dalla volontà di mettere il corpo al centro non solo come elemento da osservare, ma come esperienza condivisa, capace di generare relazione. Questo approccio si inserisce nella forte collegialità che caratterizza Fisiko!, costruita grazie alla collaborazione tra Fuori Luogo, Scarti, Balletto Civile, Comune di Sarzana e Fondazione Carispezia, e che permette di sviluppare percorsi che coinvolgono comunità diverse. In conferenza stampa è stato sottolineato il valore dei laboratori intergenerazionali, come quello dedicato a una coppia formata da un adulto e un bambino, che favorisce il dialogo tra generazioni attraverso il movimento e coinvolge famiglie del territorio. Accanto a questo, il laboratorio rivolto a danzatori e performer richiama ogni anno giovani da tutta Italia, consolidando l’idea di un festival che non si limita a presentare spettacoli, ma crea occasioni di incontro, studio e partecipazione attiva.
Il festival si sviluppa come un viaggio di otto giorni, un percorso che Camilli ha definito “un modo per farsi un viaggio nel corso dei giorni”, costruito attraverso spettacoli in luoghi diversi, performance itineranti e restituzioni pubbliche dei laboratori. L’apertura sarà affidata all’esito dell’ottava annualità del progetto nazionale “Per Aspera ad Astra”, percorso che coinvolge gli attori detenuti della casa circondariale di Villa Andreino e che rappresenta uno dei cardini della funzione sociale del festival. Il direttore artistico ha ricordato come questo progetto sia un esempio concreto di ciò che Fisiko vuole mettere al centro: il corpo che non è solo osservato, ma diventa parte attiva di un processo di trasformazione. Lo spettacolo d’apertura, “CREATI – cuciture rap sul moderno Prometeo”, intreccia drammaturgia fisica, linguaggi rap e riferimenti al mito di Frankenstein, costruendo un lavoro corale che restituisce la complessità di un percorso creativo condiviso e la capacità del corpo di raccontare, reagire e reinventarsi.
Il direttore tecnico del Teatro degli Impavidi, Daniele Passeri, ha invece ricordato la complessità dell’allestimento, che richiede agli artisti di adattarsi ai luoghi e di viverli in profondità. La sala delle capriate sarà riallestita per l’occasione, offrendo una nuova visione di uno spazio già sperimentato negli anni precedenti. “Lo sforzo maggiore è richiesto agli artisti, che devono interpretare gli spazi e costruire un dialogo con essi”, ha spiegato.
Fisiko non è solo una rassegna, ma un processo comunitario. Un luogo di incontro tra artisti, spettatori, professionisti, bambini, danzatori del territorio e compagnie internazionali. Un festival che, come ha ricordato Camilli, si costruisce insieme, perché insieme si può fare molto di più che da soli.







