E’ da qualche giorno consultabile on line il nuovo sito dedicato alla scultrice Giuliana Racchi che ha trascorso la sua lunga esistenza e manifestato la propria vena artistica principalmente fra Ortonovo (oggi Luni) e Sarzana arricchendone le strade, le piazze e le chiese di opere di pregio.
Lo scorso 9 maggio nella sala maggiore del Museo Diocesano di Sarzana si è tenuta la presentazione del sito, un evento che ha destato vivo interesse presso ospiti e cittadini accorsi numerosi per l’occasione a conferma della diffusa attenzione e della ammirazione di intenditori e pubblico per l’opera della talentuosa scultrice.
L’avvenimento ha segnato il lancio ufficiale di Giuliana Racchi sul web, voluto per ricordare e valorizzare l’opera di una artista impostasi in un ambiente tradizionalmente maschile in cui ella si è cimentata senza complessi ma sempre con dedizione, rispetto e discrezione, nel nostro territorio e non solo. Fra le opere più note della scultrice spiccano la statua di Maria Vergine nella nicchia di Porta Romana a Sarzana e il ciclo statuario che arricchisce la chiesa del Preziosissimo Sangue a Luni.
Ad aprire la presentazione è stata Direttrice del Diocesano Barbara Sisti, già curatrice del catalogo ragionato dell’opera di Giuliana Racchi che, insieme alle sue collaboratrici, ha illustrato le principali funzioni del nuovo sito che ha l’obiettivo di avvicinare ad essa un pubblico sempre più ampio e consapevole.
Al termine dell’evento la figlia della scultrice, l’avvocato Antonella Iannucci, ha ricordato con accenti commossi l’amore speciale della madre per il marmo che ella lavorava insieme con forza e con delicatezza e del quale diceva che “è freddo all’apparenza ma che sotto le mani dell’artista diventa caldo e inizia a vivere di vita propria”.
L’appuntamento di sabato 9 maggio si è concluso con una affollata visita guidata (replicata nel weekend seguente) ad una selezione di opere di Giuliana Racchi ospitata a Sarzana in Palazzo Tusini, la signorile dimora che il fisico Emilio Doni ha conferito nelle sue ultime volontà alla Fondazione InCasa proprio perché – insieme all’intero patrimonio di cui è parte – sia impiegata (oltre che per sostenere opere di carità) per la valorizzazione dell’arte e della cultura legate alla città.
Un elegante palazzo in stile neoclassico situato in via Mazzini di fronte allo storico Episcopio cittadino le cui stanze che in queste ore ospitano le sue opere – davvero un bizzarro incrocio del destino – Giuliana Racchi aveva abitato negli anni giovanili della sua lunga esistenza, quella di una rara ed originale interprete della scultura al femminile.







