Futurismo spezzino degli anni '30: ne parlano giovedì 23 aprile alle ore 19 al Circolo Fantoni in Galleria Adamello 31 due autentici esperti come Paolo Cozzani e Massimo Casté: il primo, curatore di numerose mostre, tratterà l'aspetto legato alla pittura, mentre il secondo, architetto, disquisirà sugli aspetti legati all'architettura razionalista, patrimonio urbanistico della città della Spezia.
"Percorreremo i primi decenni del '900 e le avanguardie che hanno segnato la storia dell'arte – spiega Cozzani sul suo profilo - con un focus sul Futurismo alla Spezia e i mosaici di Fillia e Prampolini". Questi ultimi, opera d'arte tra le maggiori se non la maggiore di tutto il territorio, restano inspiegabilmente off-limits malgrado gli interventi di restauro e di adeguamento alle normative di sicurezza cui sono stati sottoposti negli ultimi anni.
"I mosaici di Prampolini e Fillia – spiega Cozzani - sono tra le opere più importanti della nostra città, insieme al totem, (Fontana delle voci), realizzata da Mirko Basaldella nel '56 in Piazza Brin, nello storico quartiere Umbertino, senza dimenticare che il Palazzo delle Poste, splendido esempio di architettura razionalista costruito dall'architetto Angiolo Mazzoni nel '33, è sottoposto al vincolo del Ministero dei Beni Culturali, incluse le opere musive della Torre dell'Orologio".







