Esiste un momento in cui la storia smette di essere una nozione letta sui libri e diventa materia viva, da plasmare e comprendere. È questo lo spirito della XIX edizione del Paleofestival, presentata questa mattina a Palazzo Civico: un evento che, sabato 18 e domenica 19 aprile, trasformerà il Museo del Castello San Giorgio in un palcoscenico dove il passato dialoga con la modernità attraverso il fare.
Durante la conferenza stampa, il Sindaco Pierluigi Peracchini ha evidenziato come questa manifestazione rappresenti una risposta necessaria alla "società del virtuale". In un'epoca di esperienze spesso mediate dagli schermi, il Paleofestival offre il lusso del contatto diretto: toccare la pietra, osservare la fusione dei metalli, comprendere l'ingegno dei nostri antenati. Un’iniziativa che non solo valorizza il castello — il polo museale più visitato della città — ma consolida un’offerta culturale capace di coinvolgere i cittadini in un legame profondo con le proprie radici.
Il programma, curato da Donatella Alessi e Edoardo Ratti, si sviluppa come un percorso immersivo che rompe la distanza tra visitatore e reperto. Se da un lato il pubblico potrà assistere alla spettacolare fusione di una spada di bronzo o immergersi nell'atmosfera di un mercato romano grazie alla presenza delle legioni, dall'altro sarà chiamato a partecipare in prima persona. Il numero elevatissimo di laboratori è pensato infatti per scardinare l'idea che la manipolazione sia un'attività esclusivamente "per bambini": il festival invita gli adulti a riscoprire quella curiosità manuale che è alla base della conoscenza, rendendoli protagonisti di un gioco serio e affascinante al fianco dei più piccoli.
Quest'anno, il cuore della narrazione sarà dedicato agli Etruschi. Sfruttando la ricerca in corso sulle interazioni tra le antiche popolazioni liguri e i loro "vicini di casa", il festival proporrà approfondimenti tematici supportati da operatori storici d'eccellenza provenienti dai più importanti parchi archeologici del Nord Italia. Un ritorno di professionalità che garantisce un’esperienza certificata, capace di unire l'entusiasmo della scoperta alla precisione del dato storico.
Ma il Paleofestival è anche rigore scientifico. Come ricordato dalla Dirigente Rosanna Ghirri, la manifestazione mantiene un'anima colta che trova il suo culmine nella giornata di domenica con la presentazione degli atti del convegno dell'anno precedente. È un momento di sintesi fondamentale, poiché l’archeologia sperimentale è una disciplina che necessita di confronto tra studiosi e di documentazione. In questo senso, La Spezia si conferma un centro di produzione culturale originale, capace di trasformare la festa in una pubblicazione scientifica.
Il fine settimana del 18 e 19 aprile diventa così un'occasione per abitare il museo in modo nuovo, riscoprendo che l'archeologia non è un deposito di oggetti muti, ma una risorsa attiva per il presente. Partecipare al Paleofestival significa, in fondo, ricordarsi che la storia ha ancora molto da insegnarci, a patto di avere la voglia di sporcarsi le mani per scoprirlo.
Qui sotto è possibile scaricare il programma completo.







