Il libro “Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto” è stato presentato alla Biblioteca Civica Arzelà di Santo Stefano Magra. Giorgio Pagano, curatore del libro, ha dialogato con Mario Amilcare Grassi, poeta, Luigi Leonardi, storico, e i cittadini presenti.
Tanti i temi affrontati. Di particolare attualità quello del rapporto tra Sessantotto e attuazione della Costituzione. Pagano ha citato le parole del filosofo Marcello Montanari, uno degli autori del libro:
“Il Sessantotto era il momento conclusivo di un processo di democratizzazione iniziato con la Costituzione. E, se la generazione degli anni Quaranta aveva reinventato la democrazia e la libertà politica, quella degli anni Sessanta mostrava di voler ritrovare la democrazia nella vita quotidiana (nel lavoro come nelle relazioni intersoggettive)”.
Il Sessantotto portò infatti – hanno convenuto i relatori – all’attuazione di tante parti della Costituzione, fino ad allora inattuata: dallo Statuto dei diritti dei lavoratori all’introduzione del divorzio, fino alle tante riforme, quella sanitaria in primo luogo. Don Lorenzo Milani – tra coloro che più influenzarono il Sessantotto – chiamava la Costituzione “la legge che Cristo si aspettava da noi da secoli”: perché la sua lingua è il “sì, sì; no, no” del Vangelo.
La sconfitta delle idee del Sessantotto portò al blocco del processo di attuazione della Costituzione. Oggi, dopo che il popolo italiano si è mosso collettivamente per la difesa della Costituzione, “quel sogno può essere ripreso”. “Le persone si riportano a votare e a partecipare – ha concluso Pagano – parlando la lingua radicale della Costituzione. Parlando di giustizia, di solidarietà, di rifiuto della guerra, di difesa dei più deboli in Italia e nel mondo, di diritto alla diversità e diritto all’eguaglianza”.
L’iniziativa è stata organizzata dal Comune di Santo Stefano Magra, dalla Biblioteca Civica Arzelà e dall’Associazione Culturale Mediterraneo.
(immagine generata con A.I.)







