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"Thomas Mann e la democrazia": alla Mediateca una mostra per rileggere l’impegno civile dello scrittore In evidenza

di Francesca Tarantino – Un percorso bilingue curato dagli studenti del Liceo Mazzini per raccontare l’evoluzione politica del grande autore tedesco.

Questo pomeriggio, presso la Mediateca Regionale Ligure “S. Fregoso”, è stata inaugurata la mostra didattica “Thomas Mann e la democrazia”, alla presenza del sindaco Pierluigi Peracchini. L’esposizione, a ingresso libero e visitabile fino al 24 marzo, nasce in occasione del 150° anniversario della nascita dello scrittore tedesco (1875–2025) e approfondisce un aspetto centrale della sua biografia: l’evoluzione del suo pensiero politico, dal conservatorismo giovanile alla difesa appassionata della Repubblica di Weimar e alla netta opposizione al nazionalsocialismo.

Il progetto, bilingue italiano‑tedesco, è stato realizzato dagli studenti della classe 5^H dell’indirizzo Linguistico del Liceo “Mazzini”, che hanno curato traduzioni, apparati didattici e contenuti multimediali.

Nel suo saluto istituzionale, il sindaco Peracchini ha sottolineato l’attualità del messaggio di Mann, ricordando come la negazione della democrazia in diverse parti del mondo richiami il percorso dello scrittore: "La vita di Thomas Mann è stata una vita esemplare, segnata da scelte difficili, dall’esilio e da una difesa coraggiosa della democrazia. La democrazia non è un dono: oggi più che mai dobbiamo proteggerla e ricreare speranza". Il primo cittadino ha inoltre ricordato il ruolo della cultura europea e del dialogo internazionale come strumenti di pace, richiamando la vocazione della città della Spezia all’accoglienza e alla solidarietà.

Chiara Cozzani, presidente di ACIT, ha ringraziato la Mediateca per il supporto organizzativo e il Liceo Mazzini per la collaborazione didattica: "La mostra nasce come progetto scolastico, con testi in lingua originale e traduzioni accessibili tramite QR code o fascicoli cartacei. Nonostante il cambio di sede dovuto ai lavori alla scuola, la Mediateca ha accolto con entusiasmo l’iniziativa, permettendo di mantenere vivo il legame con gli studenti".

Gli allievi saranno protagonisti anche della visita guidata aperta al pubblico, in programma venerdì 13 marzo alle 17:00.

In occasione della mostra, lunedì 16 marzo alle 11:00 il Cinema Odeon ospiterà la conferenza “Ripercorrendo Thomas Mann. La vita, i personaggi, la testimonianza politica, l’identità e la musica tra Eros e Thanatos”, a cura di Emanuela Marcante dell’Associazione “Il Ruggiero” di Bologna. L’incontro, rivolto principalmente alle scuole, è aperto a tutta la cittadinanza.

La mostra ripercorre le tappe fondamentali della maturazione politica di Mann, a partire dalle prime prese di posizione — sorprendentemente ostili alla democrazia — fino alla consapevolezza maturata dopo la Prima guerra mondiale. Le “Considerazioni di un impolitico” (1918), testo complesso e contraddittorio, segnano il punto di partenza di un cammino che lo porterà a difendere la Repubblica di Weimar e a schierarsi apertamente contro il nazismo.

L’esilio, iniziato nel 1933, lo condusse prima in Svizzera, poi in Francia e infine negli Stati Uniti, dove divenne una delle voci più autorevoli dell’antifascismo tedesco. Negli USA tenne conferenze, discorsi radiofonici per la BBC e interventi pubblici che contribuirono a definire l’immagine della “Germania altra”, quella non contaminata dal nazionalsocialismo.

Una sezione della mostra è dedicata al legame tra Mann e l’Italia, terra di ispirazione ma anche di inquietudine. Da La morte a Venezia (1912), romanzo scritto dopo un soggiorno veneziano nel 1911, a Mario e il mago (1929), scritto dopo una vacanza a Forte dei Marmi e interpretato come una critica al potere ipnotico del fascismo, l’Italia rappresenta per Mann un luogo di attrazione e sospetto, bellezza e ambiguità.

Il percorso espositivo dedica spazio anche alla straordinaria famiglia Mann, ricca di scrittori, attori, musicisti e intellettuali. Dal fratello Heinrich, con cui Thomas ebbe un rapporto intenso e spesso conflittuale, ai figli Klaus, Erika e Michael, tutti attivi nel campo artistico e politico, la dinastia Mann rappresenta un unicum nella cultura europea del Novecento.

La mostra si chiude con un richiamo all’attualità: l’impegno civile di Thomas Mann, definito dal nipote Frido Mann come “umanesimo combattivo”, è oggi più che mai un riferimento per le giovani generazioni. L’obiettivo dell’esposizione è proprio questo: stimolare un dialogo aperto e consapevole sui valori democratici, sulla libertà e sulla responsabilità individuale.

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