Questo pomeriggio, all’Auditorium Giorgio S. Bucchioni dell’Autorità di Sistema Portuale, è stato presentato Aktè – Laboratorio del Mare, il nuovo programma di arte contemporanea dedicato alla sensibilizzazione sui temi ambientali e alla valorizzazione del Golfo dei Poeti. Un progetto a cura di Spazi Fotografici, realizzato con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando Starter. Cultura e creatività per la sfida ambientale, selezionato tra oltre cento proposte provenienti da Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta.
Il nome Aktè deriva dal greco “äktē”, “luogo dove l’onda s’infrange”: un’immagine che descrive perfettamente la natura del nostro territorio. Da questa suggestione nasce un percorso che unisce arte contemporanea, fotografia e ricerca scientifica per esplorare identità, storia e potenzialità del Golfo dei Poeti.
Il progetto coinvolge quattro comuni — La Spezia, Lerici, Ameglia e Porto Venere — e altrettanti artisti visivi italiani, chiamati a realizzare opere site-specific che resteranno sul territorio, contribuendo alla creazione di una collezione diffusa di arte contemporanea.
Gli artisti selezionati per questa prima edizione sono:
- Fabrizio Bellomo per La Spezia
- Ilaria Turba per Ameglia
- Federica Mambrini per Lerici
- Alessandro Truffa per Porto Venere
Attraverso il loro sguardo esterno, il progetto intende offrire nuove chiavi di lettura del paesaggio e della comunità, rivelando aspetti spesso invisibili agli occhi di chi vive quotidianamente questi luoghi.
Durante la presentazione, gli artisti hanno condiviso le prime impressioni sul territorio e sulle direzioni di ricerca che guideranno le loro residenze.
Fabrizio Bellomo (La Spezia): “Un lavoro che nasce dal territorio, passo dopo passo”
Assente alla presentazione, Fabrizio Bellomo ha già effettuato diversi sopralluoghi nel territorio spezzino, avviando la fase preliminare della sua ricerca.
Ilaria Turba (Ameglia): “Raccoglierò storie d’acqua, perché qui tutto è intrecciato”
“Sono molto felice di aprire questo momento di incontro e di conoscenza” ha esordito Ilaria Turba. “La mia pratica nasce dalla fotografia, ma negli anni si è trasformata in un lavoro partecipativo, che prende forma insieme alle persone e ai luoghi. Quando arrivo in un territorio non so mai come si svilupperà il progetto: il mio metodo è ascoltare, osservare, capire dove sono.”
Turba ha iniziato a esplorare Ameglia nelle sue molteplici identità: “È un comune complesso e stratificato: Ameglia storica, Fiumaretta, Bocca di Magra, Montemarcello. È un luogo di ricerca infinita. Vorrei raccogliere storie d’acqua, perché qui convivono acqua dolce e acqua salata, e spesso le due si incontrano non solo nei paesaggi, ma anche nelle memorie delle persone.”
L’artista anticipa anche un momento collettivo: “Il mio desiderio è creare un’occasione di condivisione aperta alla comunità, che immaginiamo di realizzare nella prima settimana di ottobre.”
Federica Mambrini (Lerici): “Parto da una colonna caduta in mare per parlare di precarietà e stratificazione”
“Sono molto emozionata di partecipare a questo progetto” ha raccontato Federica Mambrini. “La mia ricerca si muove tra arti visive, fotografia e architettura. Dopo anni trascorsi a progettare edifici, ho capito che ciò che mi interessava davvero era metterli in discussione, esplorare la loro precarietà.”
Durante i primi sopralluoghi a Lerici, Mambrini ha trovato un punto di partenza inatteso: “Ho scoperto che secoli fa, in una delle cale, è caduta in mare una colonna trasportata da una nave. Questo episodio sarà il pretesto per parlare di precarietà, erosione, stratificazione e rivestimento: temi che appartengono tanto all’architettura quanto alla fotografia, che è essa stessa un processo di stratificazione.”
L’artista trascorrerà tre settimane in residenza per sviluppare la sua ricerca.
Alessandro Truffa (Porto Venere): “Un territorio selvatico, perfetto per indagare le relazioni tra uomo e natura”
“Sono molto contento ed emozionato di essere qui” ha detto Alessandro Truffa, il più giovane del gruppo. “Il mio lavoro si concentra sugli ecosistemi e sulle relazioni tra uomo, natura e animali. Ho partecipato a residenze in contesti forestali e trovo fondamentale immergermi nei luoghi per comprenderli davvero.”
Porto Venere gli è apparso subito come un territorio ideale: “Mi ha colpito la sua dimensione quasi selvaggia, la forza della natura. Ho iniziato a studiare il luogo anche grazie a un confronto molto bello con Marina Locritani dell’INGV, che mi ha offerto una prospettiva scientifica preziosa. Il progetto si sta delineando, ma preferisco non anticipare troppo.”
Aktè si sviluppa come un percorso a lungo termine che comprende residenze artistiche, produzione di opere, attività formative e divulgazione scientifica. La parte scientifica è affidata a Silvia Merlino (CNR–ISMAR) e Marina Locritani (INGV), mentre APE Consulting cura la progettazione sistemica.
Il progetto coinvolge inoltre il Parco di Montemarcello Magra-Vara, l’AdSP del Mar Ligure Orientale e numerosi partner territoriali, con l’obiettivo di costruire una rete aperta e partecipata.
Durante la presentazione sono intervenuti anche la professoressa Marina Taranto, gli studenti del liceo Cardelli e Matteo Ceccarrelli, ideatore del logo, a testimonianza del forte legame tra arte, educazione e cittadinanza attiva.
Gli assessori — Manuela Gagliardi per La Spezia, Marzia Ratti per Ameglia — e i sindaci coinvolti — Leonardo Paoletti per Lerici e Francesca Sturlese per Porto Venere — sottolineano come Aktè rappresenti un’occasione preziosa per parlare del Golfo attraverso linguaggi nuovi, capaci di unire creatività e consapevolezza ambientale. L’arte, ricordano, ha una funzione profetica: anticipa, interpreta, rivela. E proprio attraverso gli occhi degli artisti, la comunità potrà riscoprire aspetti del territorio che spesso sfuggono allo sguardo quotidiano.
Tutta la ricerca prodotta durante le residenze confluirà in un progetto di divulgazione scientifica, con l’obiettivo di rendere accessibili a tutti i risultati e le riflessioni emerse. Aktè si propone così come un laboratorio permanente, capace di unire creatività, conoscenza e partecipazione.







