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52, tra parole ed immagini: Beppe Mecconi presenta la sua nuova raccolta

Racconti brevi e opere pittoriche si incontrano nella presentazione del 7 febbraio a CA'LUNAE con Lorenzini e Bologna

Sabato 7 Febbraio 2026 ore 16:30 nella splendida tenuta di CA' LUNAE, in via Palvotrisia 2, a Castelnuovo Magra (SP), verrà presentata "52" la nuova raccolta di racconti brevi di BEPPE MECCONI; l'incontro sarà moderato dal Presidente degli Amici di Luni, la prof.ssa Nanda Lorenzini, e dall'architetto Roberto Bologna.

'Cinquantadue', uscito l'11 ottobre dell'anno appena passato, è il titolo e contiene 52 racconti abbinati ad altri 52 disegni e dipinti dell'autore. Da allora è stato già presentato svariate volte.

La prima relatrice, la poetessa Eva Di Palma, l'ha definito: Graficamente è una sorta di gioiello. Un formato originale, grande, quadrato, che richiama i suoi quadri. A chi li ama sembrerà di poterne accarezzare uno.

Sfogliandolo si riesce a sentire la tenerezza dei puri di cuore. Sintesi e leggerezza, densità di emozione; μηδὲν ἄγαν, come il monito dell'oracolo di Delfi: niente di troppo. Un ottimo lavoro.

Nell'esergo introduttivo è scritto un pensiero della pluripremiata autrice Shruti Swamy: Cosa può fare un racconto breve? Può provare, e forse persino riuscire, a dire la verità. Uno scrittore può lasciare da parte tutte le sue vanità, gli attaccamenti ai suoi abbellimenti di prosa o alle manovre tecniche, lasciar andare persino l'attaccamento al sapere dove una storia potrebbe andare e ascoltare davvero cosa la storia sta cercando di esprimere.

Chiediamo a Mecconi di dirci due parole su questo nuovo lavoro: Mi dicono che ho il dono della sintesi; forse, a volte penso sia quasi una sorta di maledizione. Sopporto sempre meno quelli che parlano per ore per enunciare un concetto che si può placidamente esprimere in pochi minuti, quelli che scrivono 700 pagine quando a quella storia ne basterebbero 200. Ho sempre detestato la ridondanza, in tutti i campi, nella pittura, nella scrittura, nel teatro, nella vita. Credo di amare il racconto per questo, perché insegna l'essenzialità, insegna a togliere; il racconto è zen.

Quindi, appunto in sintesi: rispondendo al desiderio di alcuni amici e di quel sognatore che è l'editore, ho selezionato cinquantadue racconti, brevi, brevissimi, pubblicati qua e là negli anni [più tre inediti], e li ho abbinati a miei dipinti, illustrazioni e disegni virati in bianco e nero, perché non diventassero dominanti e distraenti rispetto al testo. Questo e il risultato.

Dalla prefazione di Vanessa Isoppo: Potrebbe sembrare inusuale affidare a una psicoterapeuta la prefazione di un libro di racconti e dipinti. Niente di più falso: le parole sono il mio mestiere e il disegno, sin dalla più tenera infanzia, è l'espressione del nostro Io più profondo. Mi sono pertanto apprestata a leggere questo libro nella doppia figura di professionista e lettrice e devo dire che entrambi i ruoli hanno ricavato un enorme piacere sia dai racconti, sia dai disegni che li accompagnano.

Il linguaggio è preciso e curato in descrizioni e riflessioni, sebbene essenziale, e l'assenza di una cornice narrativa specifica permette, sicuramente nel caso dei testi presenti in questo volume, un'ampia fantasia nell'accoppiamento con un'opera pittorica. Infatti Mecconi non si è limitato a scrivere "nuove novelle", portando quindi una ventata di novità nel panorama letterario; ha fatto di più, ha associato a ognuna di esse alcune delle sue opere pittoriche in abbinamenti talvolta intuitivi, a volte più introspettivi. Forse è proprio questa la sfida rivolta al lettore: leggere il racconto e "sentire" il disegno abbinato. Apprezzare i motivi per cui risuona in una sorta di comunione con l'artista ma, meglio ancora, indagare dentro di noi quando il disegno ci sembra inappropriato, sebbene non sia mai respingente. O forse sì, per qualcuno un'immagine potrebbe risultare tale, perché l'Arte (perché di Arte si tratta) non arriva a tutti nello stesso modo.

 

 

(foto locandina)

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