Un percorso di grandi mostre
La Fortezza Firmafede di Sarzana si conferma luogo privilegiato per l’arte contemporanea. Dopo esposizioni dedicate a maestri come De Chirico e Guttuso, arriva Giuseppe Veneziano, artista siciliano noto per la sua capacità di unire pittura classica e provocazione contemporanea. La mostra, aperta dal 13 dicembre 2025 al 3 maggio 2026, rappresenta un nuovo tassello di un percorso culturale che ha reso Sarzana protagonista nel panorama nazionale, ha sottolineato l'Assessore alla Cultura, Giorgio Borrini.
L’arte come “bruciatura”
Le opere di Veneziano colpiscono lo spettatore con forza visiva e concettuale. L’artista affronta temi universali – eros, morte, tempo, potere – con un linguaggio che mescola cartoni animati, icone politiche e religiose, figure storiche e simboli pop. La sua pittura, definita “gentile ma bruciante”, genera spesso censura o autocensura, proprio perché costringe a riflettere e a prendere posizione, ha spiegato Luca Nannipieri, curatore della mostra.
Tra classico e contemporaneo
Molti lavori esposti dialogano con la tradizione artistica, ha continuato Nannipieri: dalla “Ragazza con l’orecchino” di Vermeer rivisitata in chiave moderna, a un San Gerolamo caravaggesco che scrive su un Mac. Veneziano omaggia i maestri del passato – da Guttuso a De Chirico – ma li trasforma in immagini capaci di parlare al presente, con tinte accese e contrasti che catturano lo sguardo.
Opere che dividono e fanno discutere
Al centro della mostra ci sono lavori che hanno suscitato dibattiti internazionali: la Madonna del Terzo Reich, simbolo del bene che partorisce il male; il Novecento, grande tela che attraversa dittatori e simboli del secolo scorso; la “Banana blu”, metafora della megalopoli europea. Opere che non lasciano indifferenti e che, come sottolinea lo stesso artista, “sono trappole visive: attraggono con i colori, ma raccontano morte, violenza e guerra”.
Sarzana capitale della libertà espressiva
Il Comune di Sarzana ha scelto di accogliere senza censure l’intero percorso di Veneziano, riconoscendo all’artista un ruolo centrale nel dibattito culturale contemporaneo. La mostra diventa così anche un messaggio politico e civile: la cultura autentica è quella che tocca dentro, che apre al confronto e allo scambio di vedute, anche quando genera disagio, ha detto il sindaco Cristina Ponzanelli.







