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Il Falò del Solstizio Illumina Calice al Cornoviglio: Tradizione Antica e Comunità Viva In evidenza

Seconda edizione per la suggestiva serata che celebra il culto millenario dei fuochi solstiziali.

La comunità locale ha dato vita alla seconda edizione del tradizionale falò solstiziale, organizzato dal gruppo "Acque Chete" e patrocinato dalla Pro Loco Due Castelli presso l'azienda "Intatto" di Vicchieda.

Un rito dalle radici antichissime

Il culto dei falò solstiziali vanta origini antichissime, celebrato fin dai tempi degli antichi castellari liguri. I toponimi locali come Monte Falò di Madrignano testimoniano questa tradizione millenaria, lungo l'antico sentiero che collegava i castelli Malaspiniani. Con il cristianesimo, il rito si è diffuso nelle frazioni: a Nasso per San Giovanni, a Villagrossa per San Sebastiano.

Le "Acque Chete": custodi della tradizione

L'associazione "Acque Chete" testimonia l'importanza della figura femminile nella comunità. Anche dopo la frana della SP8, queste donne si muovono in sinergie di auto-aiuto, tramandando ricette antiche, rimedi erboristici e artigianato, preservando la memoria di una civiltà di auto-sussistenza. Il volontariato accompagna le feste religiose e valorizza i prodotti locali: dolci tradizionali, torte con erbe, tisane al miele, marmellate casalinghe e spumante di sambuco.

"Il luogo delle acque che cantano"

Calice al Cornoviglio si distingue per la sua particolare ricchezza idrica. Canali, cascate naturali e fontane creano una sinfonia naturale che rompe il silenzio dei boschi. Questa sacralità delle acque affonda le sue radici in antiche credenze secondo cui i giorni del solstizio estivo erano le notti in cui il cielo e le stelle baciavano e benedivano le acque, fonte primordiale di vita.

Da questa tradizione nascono rituali ancora vivi nella memoria popolare: l'uso di esporre l'acqua con fiori immersi nella notte di San Giovanni, quando le proprietà benefiche si amplificano sotto l'influenza celeste, e l'antica pratica di raccogliere i dodici fiori del "mazzolino delle vergini" da gettare nelle acque dei torrenti durante i giorni solstiziali, per invocare benedizioni e protezione.

Questa sacralità delle acque si sposa perfettamente con la ricchezza floristica del territorio, dove cresce una straordinaria varietà di erbe officinali che da secoli profumano i piatti della tradizione locale.

Una serata di scoperte e tradizioni

I partecipanti hanno sperimentato i profumi delle erbe aromatiche e appreso tecniche tradizionali come la raccolta dell’iperico per l'olio rosso. Sono stati distribuiti semi di fiori in "bombe di semi" per creare corridoi fioriti per api e impollinatori, riflettendo l'impegno nella tutela della biodiversità locale che produce miele di alta qualità.

La serata è stata arricchita dalla biodanza, con la partecipazione di bambini e turisti stranieri. La cena ha proposto prodotti naturali: legumi, verdure, carni alla brace e pollo cotto nella buca, conclusa con dolci rustici delle ricette delle nonne.

Il momento magico dell'accensione

L'accensione del falò ha rappresentato il culmine della serata, con la partecipazione di tutte le generazioni. Alcuni hanno formato un cerchio attorno al fuoco, compiendo tre giri rituali in onore del solstizio e lanciando tra le fiamme messaggi con desideri agli spiriti dell'universo. La cerimonia si è conclusa bruciando sale grosso e piante aromatiche per invocare buona sorte e protezione.

L'evento conferma la vitalità di una comunità che coniuga tradizioni ancestrali e futuro, rappresentando un'ancora di autenticità e riscoperta delle proprie radici. Un esempio di come le piccole comunità custodiscano cultura e tradizioni a rischio di scomparire.

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