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Il Vespucci torna a casa: arte e celebrazione al Cantiere della Memoria In evidenza

 di Anna Mori - Una mostra dedicata al Vespucci promossa dal Cantiere della Memoria, dal collettivo The Spezziner e dall'Associazione Nave di Carta.

Un tributo corale e commosso ha accolto il ritorno alla Spezia della nave scuola Amerigo Vespucci. Per celebrare questo evento simbolico, il Cantiere della Memoria, in collaborazione con il collettivo The Spezziner e l'Associazione Nave di Carta, ospita per tutta l’estate una mostra che unisce arte visiva, fotografia e testimonianze dirette in un racconto affascinante e poliedrico.

Protagoniste dell’esposizione sono le copertine di The Spezziner, arricchite da opere grafiche originali realizzate su vele dismesse in tela olona. Su questi supporti carichi di storia si stagliano disegni a carboncino e colori pastello, omaggi creativi nati dall’incontro di due percorsi: da un lato il lavoro di alcuni artisti del collettivo guidato da Mauro Baraldi, che celebra l’identità e le eccellenze spezzine; dall’altro, le creazioni di Adriano Gandino, nostromo e marinaio del Vespucci per ben 23 anni, testimone e interprete dell’anima della nave.

Espongono Roberto Celi, Gloria Giuliano, Giovanni Medusei, Andrea Ciardi, Giuseppe D’Urso, Emanuele Luciano Moroni, Samuele Di Capua e Condolezza Fanetti. A completare il percorso espositivo, un’opera incisa a punzone su lastra di rame da un autore anonimo e l’elegante serie grafica di Lamberto Pignatelli, che restituisce con tratto raffinato il profilo del Vespucci e delle grandi unità a vela della Marina Militare.

Cornice visiva dell’allestimento è il report fotografico realizzato dai soci di Obiettivo Spezia, in collaborazione con il Cantiere della Memoria: una sequenza d’immagini emozionanti che racconta il ritorno del veliero, dall’alba del suo arrivo all’abbraccio delle cento barche che lo hanno accompagnato nel Golfo, fino all’omaggio aereo che ha disegnato un cuore tricolore nel cielo spezzino.

Connesso alla mostra anche l’installazione itinerante di Gloria Giuliano, che su un frammento di vela dismessa del Vespucci rende omaggio alla perseveranza – la virtù cardine del motto della nave: “Non chi comincia ma quel che persevera.” Attualmente, l’opera è esposta all’Istituto Capellini-Sauro per ispirare i maturandi in un momento cruciale del loro percorso.

La mostra è visitabile gratuitamente per tutta l’estate al Cantiere della Memoria. Un’occasione per lasciarsi emozionare e riflettere, tra arte, mare e spirito di appartenenza.

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