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La Liguria rende di nuovo omaggio al pittore emiliano.

Nel centenario della nascita del pittore Renzo Barilli (Parma 1922-1991), a quasi vent'anni dalla grande mostra antologica che il Comune della Spezia gli dedicò nel 2003 alla Palazzina delle Arti, la Liguria rende di nuovo omaggio al pittore emiliano.

Il Comune di Bonassola, luogo dove il pittore visse lunghi soggiorni estivi dagli anni '50 agli anni '80, dipingendo moltissime marine, ha deciso di ricordarlo con una mostra che si terrà negli spazi espositivi della Sala Matteo Vinzoni con inaugurazione venerdì 29 luglio alle 19 dal sindaco Giorgio Bernardin e dall’assessore alla cultura Graziella Cipollini e resterà aperta fino al 16 agosto, tutti i giorni dalle ore 18 alle 20 e dalle 21 alle 23. 

L’ingresso è gratuito. I dipinti in mostra sono stati scelti dalla vasta collezione famigliare dai figli dell’artista, Benedetta e Davide e dallo scrittore spezzino Marco Ferrari. Un quarantennio di frequentazione assidua, quella di Barilli, ripetuta in una sorta di lunga trasferta stagionale dagli inizi di giugno a settembre inoltrato, vissuta lasciando le tracce di un’autentica fedeltà a paesaggi, quelli spezzini in particolare che la mostra vuole testimoniare.

Un lasso di tempo costellato da un patrimonio di opere che costituiscono un vero e proprio «racconto di mare» da parte di un artista di pianura. Barilli si trasferiva a Bonassola con la famiglia e con l’inseparabile cassetta piena di tubetti di colore, pennelli e boccette di acquaragia, allo scopo di trasformare il suo sguardo in una reverie senza tempo da riflettere e reinventare sulle tavolette di legno chiaro.

Nei lunghi soggiorni a Bonassola, il pittore parmigiano ritrovava, assorbendone le luci calde dell'estate, il filo conduttore di un racconto esistenziale fatto di poche, quasi ossessionanti nella loro ripetitività, immagini. Le sabbie dorate, le barche, gli scogli viola, le onde, le cabine.

E poi le figurette, sempre più stilizzate, quasi presenze misteriose ed ombre negli ultimi anni, che compaiono sulle spiagge. Perennemente giocata sul binario del lirismo e dell'essenzialità cromatica, l'opera di Renzo Barilli non si è mai allineata alle correnti pittoriche che nel corso dei decenni si andavano accumulando, crescendo autonomamente nella fedeltà alla propria dimensione artistica solitaria, intima e personalissima.

Nato nel 1922, Renzo Barilli appartiene a un’importante famiglia di artisti parmigiana.  Dopo gli studi compiuti all’istituto d’arte Paolo Toschi di Parma si è dedicato all’insegnamento e con totalità d’impegno alla pittura, segnalandosi, anche a livello nazionale, per l’originalità del suo rapporto con la realtà umana e naturale. Partito dalla lezione di una tradizione amica postimpressionistica, rappresentata dal padre Latino, ha proceduto lungo la via di un itinerario appartato giocato sul binario della pittura en plein air, della natura morta e della ritrattistica.

Su di lui scrisse il critico Roberto Tassi, nel lontano 1957: “Renzo Barilli accoglie nella sua aspirazione due suggestioni diverse; da un lato un sentimento della natura, sincero, minuto, paziente, volto a cogliere il trascolorare di un’ora di luce su un paesaggio e che lo porta al risultato di certe delicate impostazioni tonali; dall’altro un senso più netto e deciso dell’incombenza dell’oggetto che si traduce nell’opera in un risultato nuovo ai valori plastici”.

Renzo Barilli ha lasciato anche opere civili e religiose: sono da ricordare la “Madonna dell’emigrante” a Compiano, gli sportelli del tabernacolo nella chiesa di San Pancrazio, la “Via Crucis” della chiesa della Famiglia di Nazareth a Parma, la “Pietà” nella chiesa di Rimagna, la “Madonna con Bambino” nella chiesa delle Cappuccine a Parma e l’affresco su “L’eccidio del Dordia”, avvenuto durante la II Guerra Mondiale, nella sala del Consiglio comunale di Varano Melegari.

Nel 2002 l’Accademia delle belle arti di Parma e la locale Fondazione della Cassa di Risparmio ha organizzato una mostra retrospettiva nel decennale della scomparsa, seguita poi dall’esposizione spezzina alla Palazzina delle Arti intitolata «Renzo Barilli, visioni liguri», successivamente ospitata al Castello Doria di Porto Venere.

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