Con la chiusura tecnica delle opere su strada, cioè dei cantieri, inizia la fase finale del complesso programma di rinnovo dell'acquedotto spezzino, voluto dalla Provincia della Spezia che ha visto come esecutore operativo il gestore Acam Acque.
Il programma, sviluppato negli ultimi due anni, con un investimento complessivo di circa 20 milioni di euro, è stato in gran parte realizzato, per le opere principali come le nuove tubazioni, grazie ai fondi PNRR che la Provincia ha ottenuto proprio per finanziare prevalentemente la sostituzione delle tubazioni più vecchie ed inadeguate.
Conclusa la fase della rendicontazione al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti la Provincia svilupperà il prossimo programma biennale degli interventi per proseguire nella completa riqualificazione della rete idrica.
"Nei prossimi giorni, come Provincia, formalizzeremo con gli uffici ministeriali la rendicontazione delle opere idriche realizzate con il PNRR; quindi, potremmo fare il bilancio definitivo su questa fase del nostro programma. Abbiamo raggiunto un obiettivo unico, ma c'è ancora molto da fare per recuperare decenni di trascuratezza, interventi mancati e strategie non attuate.
La chiusura dei cantieri della fase PNRR, con cui abbiamo rinnovato molte tratte dell'acquedotto provinciale, è un traguardo straordinario, ma non è la fine della nostra pianificazione. Resta aperto tutto il capitolo sulla riduzione delle perdite idriche e poi la definizione del prossimo piano degli interventi che dovrà essere varato senza prevedere aumenti per le bollette dei cittadini", spiega il Presidente della Provincia, Pierluigi Peracchini.
"Il termine degli interventi PNRR sulla rete dell'acquedotto, voluti e programmati dalla Provincia e realizzati dal gestore Acam Acque, infatti è solo un passaggio, fondamentale, della più vasta pianificazione che, come Ambito territoriale idrico, stiamo portando avanti.
Dal 2024 stiamo lavorando su un programma molto complesso. In questa fase si tratta di 44 interventi che hanno richiesto la gestione di 25 procedimenti, ognuno dei quali ha convolto circa 10 soggetti diversi, tra amministrazioni, enti pubblici e privati. Il gestore Acam, grazie ad aziende che hanno operato in modo egregio nei vari cantieri, ha realizzato operativamente le singole opere di questa fase finanziata con i fondi PNRR. Un programma impegnativo, unico nel suo genere e senza precedenti nello spezzino, dove non sono mancati imprevisti tutti superati grazie ad un forte lavoro di squadra. C'erano da sostituire condotte vecchie di oltre cinquant'anni, spesso tubazioni in fibrocemento che contengono amianto, abbiamo trovato con i Comuni tutte le soluzioni per lavorare limitando al minimo i disagi per queste opere indispensabili".
"La scelta della Provincia di sviluppare questo programma partecipando al bando "Missione 2" del PNRR, diventando soggetto attuatore con il gestore, Acam Acque, ha garantito di evitare che vi fossero oneri nelle bollette dei cittadini, parliamo di oltre 11 milioni e mezzo di euro che coprono la gran parte del più ampio programma di riqualificazione della rete idrica che ha previsto opere per quasi 20 milioni. I fondi PNRR, una delle assegnazioni più alte stanziate in Italia per questo specifico settore, hanno garantito di sostituire una trentina di chilometri di vetuste tubazioni. È stata un'occasione unica che non ci siamo fatti sfuggire e che ha permesso di finanziare senza oneri per i cittadini un numero importate di cantieri".
"Se da una parte questo incide sulla qualità del servizio, riduce le dispersioni e risolve alcune criticità non possiamo pensare che il lavoro sia finito. Depurazione, ulteriore diminuzione delle perdite, sviluppo di nuove reti, nuovi contattori e blocco degli aumenti in bolletta sono altre priorità che sono già oggetto delle programmazioni in corso.
Proprio su questa linea stiamo lavorando anche in ambito nazionale attraverso nuovi strumenti operativi di coordinamento tra tutti i vari enti d'ambito italiani. Come Provincia siamo inseriti, tramite Anea, l'ente nazionale che riunisce gli ambiti, nel nuovo "sistema" in cui i vari soggetti aderiscono per confrontare e standardizzare i dati, i protocolli collegati e la qualità tecnica degli stessi servizi idrici integrati secondo le nuove modalità introdotte dal 1° gennaio 2026 dall'agenzia nazionale Arera", conclude Peracchini.







