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Caldo e sicurezza sul lavoro, rinnovata l'intesa in Prefettura per proteggere i lavoratori In evidenza

di Anna Mori - Firmato il protocollo tra istituzioni, enti di controllo, associazioni datoriali e sindacati. Previsti strumenti di prevenzione, formazione e accesso alla cassa integrazione nei casi di temperature estreme e rischio da stress termico.

Con l'estate ormai entrata nel vivo e temperature sempre più elevate a causa dei cambiamenti climatici, la provincia della Spezia rinnova il proprio impegno per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. È stata infatti sottoscritta in Prefettura l'Intesa con le "Indicazioni per la prevenzione e protezione dai rischi correlati alle condizioni di microclima negli ambienti di lavoro", un documento condiviso da istituzioni, enti di controllo, organizzazioni sindacali e associazioni di categoria.

L'accordo, rinnovato anche per il 2026, nasce dalla consapevolezza che le ondate di calore sempre più frequenti e intense rappresentano un fattore di rischio significativo per chi svolge attività lavorative in ambienti particolarmente esposti alle alte temperature. L'obiettivo è fornire alle imprese indicazioni operative e buone pratiche per prevenire malori, infortuni e situazioni di pericolo legate allo stress termico.
Particolare attenzione è rivolta ai settori maggiormente esposti, come l'edilizia civile e stradale, l'agricoltura, il florovivaismo, la manutenzione del verde, il comparto estrattivo, le attività portuali, marittime e balneari, il lavoro dei riders e, più in generale, tutte quelle attività svolte all'aperto o in ambienti chiusi privi di adeguata ventilazione.

Tra le misure individuate dall'intesa figurano una corretta organizzazione dei turni di lavoro, l'adozione di pause adeguate durante le ore più calde della giornata, la disponibilità costante di acqua fresca, l'attenzione all'idratazione e all'alimentazione dei lavoratori, l'utilizzo di indumenti idonei e l'acclimatamento graduale alle condizioni climatiche più gravose. Ogni azienda è chiamata a valutare il rischio microclimatico in base alle specifiche caratteristiche delle proprie attività, applicando le norme tecniche e le buone pratiche di settore.

L'accordo richiama inoltre le procedure per l'accesso alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria nei casi in cui il caldo renda impossibile o eccessivamente rischioso lo svolgimento delle attività lavorative.
I datori di lavoro potranno presentare domanda all'INPS corredata da una relazione tecnica che illustri le motivazioni della sospensione o della riduzione dell'attività. La valutazione sarà effettuata sulla base dei dati meteorologici ufficiali forniti da ARPAL.
La causale legata agli "eventi meteo" può essere utilizzata in presenza di temperature uguali o superiori ai 35 gradi centigradi, ma la normativa consente di considerare anche situazioni in cui la temperatura registrata sia inferiore, ma percepita particolarmente elevata o le lavorazioni si svolgano in condizioni che amplificano l'esposizione al calore, come aree completamente esposte al sole o attività che prevedono l'impiego di materiali e macchinari soggetti a forte surriscaldamento.

Un capitolo importante dell'intesa riguarda infine la formazione e l'informazione dei lavoratori. Il documento sottolinea infatti la necessità che ogni lavoratore riceva, prima dell'esposizione agli ambienti caldi, una preparazione specifica sui rischi legati al microclima e sulle corrette misure di prevenzione da adottare, sia nei luoghi di lavoro all'aperto sia negli ambienti chiusi.

L'intesa è stata sottoscritta dalla Prefettura insieme a Capitaneria di Porto, Vigili del Fuoco, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, ASL 5, Ispettorato Territoriale del Lavoro, INAIL, INPS, Camera di Commercio Riviere di Liguria, Confindustria, ANCE, Confagricoltura, Coldiretti, CIA, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, CNA e dalle organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, confermando una collaborazione territoriale che punta a coniugare continuità produttiva e tutela della salute dei lavoratori.

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