È rientrata questa mattina alla Base Navale della Spezia la fregata europea multimissione Luigi Rizzo della Marina Militare, al termine di cinque mesi di intensa attività operativa svolta nell'ambito dell'operazione EUNAVFOR ASPIDES, la missione dell'Unione Europea finalizzata a garantire la sicurezza marittima e la libertà di navigazione lungo le principali rotte commerciali tra il Canale di Suez e l'Oceano Indiano.
Durante il periodo di impiego, l'unità ha operato nel Mar Rosso, nel Golfo di Aden e nello stretto di Bab el Mandeb, in uno scenario internazionale particolarmente delicato, caratterizzato dalle tensioni in Medio Oriente e dalle attività del movimento Houthi.
Nel corso della missione, Nave Luigi Rizzo ha portato a termine 44 attività di close protection, assicurando la scorta ravvicinata di naviglio mercantile e contribuendo alla sicurezza di una delle aree marittime più strategiche per il commercio mondiale.
"Abbiamo sentito molto il cambiamento della situazione nell'area in cui operavamo»", ha spiegato il comandante di Nave Rizzo, il capitano di fregata Fabio Laporta. "In realtà sul campo gli Houthi hanno mantenuto sostanzialmente lo status quo, ma vivevamo ogni giorno percependo la possibilità che la situazione potesse cambiare improvvisamente. Per questo abbiamo mantenuto il giusto livello di tensione e di attenzione, affrontando comunque la missione con serenità grazie alla grande professionalità del mio equipaggio e all'importante addestramento svolto prima dell'arrivo nell'area di operazioni".
Nave Rizzo ha operato in stretto coordinamento con assetti navali di altri Paesi membri dell'Unione Europea, tra cui Grecia e Francia, prendendo parte ad attività di cooperazione internazionale, esercitazioni multinazionali e iniziative di supporto alle forze marittime della Repubblica di Gibuti.
Tra le attività più significative figura la scorta della nave da crociera MSC Euribia, una delle poche unità ad aver attraversato lo stretto di Hormuz dopo l'inizio delle ostilità nell'area. "È stata un'attività che ci ha dato grande orgoglio", ha raccontato il comandante Laporta. "Abbiamo accompagnato la MSC Euribia attraverso Bab el Mandeb fino al termine dell'area di responsabilità dell'operazione, consentendole poi di proseguire autonomamente verso Suez e il Mediterraneo".
La fregata ha inoltre svolto un'importante attività di accompagnamento dei cacciamine italiani diretti nell'area operativa. "Dopo il transito di Suez abbiamo scortato queste unità fino a Gibuti nell'ambito del loro pre-deployment, in attesa che possano iniziare le attività previste quando le condizioni operative lo consentiranno", ha aggiunto il comandante.
La missione, inizialmente programmata per quattro mesi, è stata prorogata di un ulteriore mese per rispondere alle esigenze operative della Squadra Navale. Un impegno prolungato che ha richiesto sacrificio e spirito di adattamento da parte dell'equipaggio.
"Cinque mesi sono tanti", ha osservato Laporta. "L'equipaggio ha reagito bene perché questa è la vita del marinaio. Le preoccupazioni maggiori sono sempre rivolte alle famiglie e a ciò che lasciamo a casa, più che alla permanenza in mare. Una volta sistemate le questioni familiari, abbiamo continuato a svolgere il nostro lavoro con lo stesso spirito di sacrificio e con il medesimo senso del dovere, portando a termine la missione dopo cinque mesi".
(Foto: Marina Militare)







