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Al via la demolizione della scuola Carducci di Sarzana: intervento storico e ultimo tassello del progetto da 10,5 milioni In evidenza

di Francesca Tarantino - Operazioni avviate questa mattina: dieci giorni per l’abbattimento, poi frantumazione e riutilizzo delle macerie per il secondo lotto.

È iniziata questa mattina la demolizione della scuola Carducci, ultimo stralcio del progetto da 10 milioni e mezzo di euro che ha portato alla realizzazione del nuovo edificio scolastico Poggi‑Carducci. Un intervento definito dal sindaco di Sarzana Cristina Ponzanelli come “storico”, perché segna la definitiva rimozione di una struttura sismicamente critica che per anni aveva ospitato studenti in condizioni non più adeguate.

Le operazioni, affidate alle imprese Bonfiglio e Sana S.r.l., prevedono circa dieci giorni per la demolizione vera e propria, seguiti dalla fase di frantumazione dei materiali. Come spiegato dal responsabile tecnico e RUP Flavio Barbieri, l’escavatore a braccio lungo consentirà di procedere in sicurezza, partendo dalle scale e dalle strutture metalliche fino al calcestruzzo. Le macerie — circa 4.500 metri cubi — saranno triturate, qualificate come materia prima secondaria e riutilizzate per le sottofondazioni del secondo lotto e per la sistemazione esterna, compresa la nuova recinzione su viale San Bartolomeo. La demolizione dovrà concludersi entro il 30 giugno, termine imposto dal finanziamento del PNRR e dal contributo del GSE, che richiede la dichiarazione di avvenuta demolizione per mantenere il milione e mezzo di euro destinato all’intervento. Il cantiere, salvo imprevisti, si chiuderà entro i primi di settembre.

La concomitanza con gli esami di terza media è stata valutata dal punto di vista tecnico e organizzativo: le prove scritte si sono concluse e le aule utilizzate per gli orali dagli studenti si trovano sul lato opposto rispetto all’area di demolizione. Per limitare la proiezione accidentale di frammenti o materiali verranno utilizzati anche teli in gomma sostenuti da autogru a protezione del nuovo polo. Inoltre, per ridurre ulteriormente ogni rischio e garantire la massima sicurezza e l’incolumità del personale scolastico, sarà inibito il passaggio nei corridoi del nuovo polo più prossimi alla zona di abbattimento. L’ingegnere incaricato ha spiegato che le polveri saranno abbattute con getti d’acqua diretti sulla pinza dell’escavatore e che il nuovo edificio, già molto insonorizzato, ridurrà al minimo l’impatto acustico.

Il sindaco, assieme all'assessore Giorgio Borrini, ha ricordato come un cantiere di queste dimensioni — 10,5 milioni di euro — richieda tempi fisiologici per andare a regime, sottolineando che la scuola nuova possiede già il collaudo statico, mentre è in corso il collaudo tecnico‑amministrativo, necessario per verificare ogni singolo elemento dell’opera e garantire la corretta esecuzione degli impianti, compreso quello di ventilazione meccanica controllata, elemento qualificante del progetto.

Guardando al futuro, resta aperto il tema del secondo lotto, che prevede nuovi spazi didattici, laboratori, sale per musica e teatro e ulteriori aule. Il costo stimato è di circa 6 milioni e mezzo di euro. Il Comune ha già formalizzato la richiesta di finanziamento alla Regione Liguria attraverso il Fondo Strategico. Il sindaco ha ricordato l’impegno del presidente Marco Bucci, definendolo un “uomo di parola” e confidando in una risposta positiva per completare l’intervento complessivo.

“Oggi — ha concluso il sindaco — la città vede finalmente abbattuto un edificio insicuro che per anni ha rappresentato un problema. È un passaggio storico, che apre la strada alla realizzazione del secondo lotto e alla piena restituzione alla comunità di un polo scolastico moderno, sostenibile e sicuro”.

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