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«Regalare bellezza per curare la fragilità»: alla Spezia il cuore del volontariato Don Gnocchi si fa arte e incontro In evidenza

di Elena Tonelli - Dal 17 al 19 giugno il Polo del Levante Ligure della Fondazione Don Gnocchi ospita i referenti del Volontariato di tutta Italia. Domani l'evento a Villa Rezzola con FAI, CAI e Conservatorio Puccini.

Il volontariato e la cura della fragilità si danno appuntamento all'ombra del Golfo dei Poeti. Dal 17 al 19 giugno 2026, il Polo Riabilitativo del Levante Ligure della Spezia ospita l'incontro nazionale dei referenti del volontariato della Fondazione. I lavori di questa tre giorni saranno guidati dal Presidente, Don Vincenzo Barbante, dalla responsabile del Servizio Volontariato, Monica Malchiodi, con il prezioso contributo organizzativo del referente del volontariato locale Francesco Porto.

La pace quotidiana e l'arte che cura

A tracciare la rotta del 2026 è Monica Malchiodi, che lancia una sfida cruciale: «Quest'anno il tema è "come costruisco pace in Fondazione". La pace non è astratta: si pratica nel quotidiano, nello stare accanto alle persone, nel modo in cui ti prendi cura degli altri».
Un cammino che domani, 18 giugno, si intreccerà con la quarta edizione di "Percorsi nell'arte e nella musica", dove la cultura diventa terapia:
«La bellezza va messa a disposizione della fragilità – continua Monica Malchiodi - regalare bellezza all'interno delle nostre strutture permette di entrare in una relazione migliore con chi abita i nostri luoghi ogni giorno, è l'arte che cura».

Numerosi sono gli esempi dell'arte che cura: dall'allestimento di mostre nei reparti, alla realizzazione dell'orto terapeutico della struttura spezzina, ai tanti murales realizzati nelle varie unità operative e sale ricreative, che valorizzano l'impegno quotidiano del volontariato per il bene comune.

Una famiglia che abbatte le barriere

Il centro della Spezia ha una storia speciale: è nato dalla collaborazione ed integrazione pubblico - privato all'interno di una struttura pubblica, come raccontato nell'introduzione alla tre giorni da Martina Iardella, responsabile della struttura. Qui, dove «ogni singolo gesto è un atto riabilitativo», si vive una quotidianità fatta di sfide ma anche di immensa sinergia tra tante figure professionali.
«Siamo un centro piccolo, ma con una grandissima voglia di fare – continua Martina Iardella –. C'è un supporto reciproco totale tra servizio civile e volontariato. In mezzo alle difficoltà quotidiane, mi sento molto ascoltata da chi ho intorno: quello che chiediamo, arriva. C'è una totale condivisione degli obiettivi e delle iniziative».

Il Direttore Sanitario del centro spezzino, dottor Pietro Balbi, conclude sottolineando l'importanza della sinergia sia all'interno che all'esterno della struttura: «il nostro lavoro quotidiano oltre alle attività sanitario-riabilitative e di ricerca scientifica contempla la cura delle relazioni, dei rapporti umani e il coinvolgimento emotivo che unisce tutti: medici, operatori, pazienti, famigliari e volontari».
Un modello di calore, inclusione e cooperazione con il territorio che dalla Spezia lancia una nuova idea di cura per il futuro del terzo settore.

Domani questa operosa comunità spezzina uscirà dalle mura ospedaliere per un evento straordinario a Lerici. Questa esperienza, consolidata nel corso degli anni, è il risultato del lavoro di rete portato avanti da tempo con costanza da Francesco Porto con le diverse realtà attive nel territorio. Grazie al FAI, la splendida Villa Rezzola aprirà le porte ad alcuni pazienti accolti nella struttura e a tutto il gruppo dei referenti. Ad abbattere ogni barriera architettonica ci penseranno i volontari del CAI che, attraverso le joelette (carrozzine speciali da fuoristrada), permetteranno a chi ha difficoltà motorie di vivere un'esperienza unica, abbattendo non solo le barriere fisiche ma anche quelle mentali. Ad allietare l'esperienza le dolci note del Conservatorio Puccini che accompagneranno i partecipanti durante l'intera esperienza.

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