Il sostituto procuratore della Repubblica della Spezia, Monica Burani, ha deciso di convocare i genitori del maresciallo dei carabinieri Giovanni Sparago, il sottufficiale di 25 anni trovato morto il 22 aprile scorso nella caserma di Borghetto Vara.
La Procura, infatti, ha aperto un fascicolo, contro ignoti, per istigazione al suicidio, a seguito anche dei dubbi avanzati dalla famiglia del giovane carabiniere, che non ha mai creduto all’ipotesi del gesto volontario e ritiene che il giovane possa essere stato spinto al suicidio.
Nei prossimi giorni madre e padre del maresciallo saranno ascoltati dal magistrato e potrebbero fornire elementi utili alle indagini e contribuire all’individuazione di possibili responsabilità.
Intanto, nei giorni scorsi, la Procura ha disposto nuovi accertamenti tecnici affidati ai Ris dei carabinieri di Parma. Dal 26 maggio verranno effettuate analisi di microscopia elettronica sui tamponi prelevati durante i rilievi iniziali, con l’obiettivo di verificare la presenza di residui di polvere da sparo sulle mani del giovane militare.
Gli investigatori attendono inoltre i risultati dell’autopsia eseguita presso l’Istituto di Medicina Legale della Spezia. La Procura si prepara anche ad affidare un incarico tecnico per analizzare il contenuto del telefono cellulare di Giovanni Sparago, sequestrato subito dopo il ritrovamento del corpo.






