Dopo i due allagamenti che hanno colpito l’Istituto Superiore Parentucelli-Arzelà di Sarzana, esprimiamo profonda preoccupazione per la sicurezza e la salubrità della scuola. Da mesi, in realtà da anni, anche le famiglie confermano che la situazione è ormai insostenibile.
Ogni mattina accompagniamo i nostri figli a scuola con la speranza che possano entrare in un luogo sicuro, salubre e adeguato. E ogni mattina, da troppo tempo, conviviamo con la paura che un’altra infiltrazione, un’altra perdita, un altro cedimento possa compromettere la loro salute e il loro diritto allo studio.
Gli studenti, infatti, entrano in corridoi che odorano di umido, con aule chiuse per infiltrazioni, in spazi che non sono degni della loro età, della loro energia, dei loro sogni. Dovrebbero preoccuparsi di interrogazioni, non di secchi di raccolta disseminati ovunque. Dovrebbero pensare ai compiti, non ai soffitti. Dovrebbero crescere, non difendersi. Il diritto all’istruzione (art. 34 della Costituzione) e il diritto alla salute (art. 32 C.) non sono negoziabili. Una scuola che si allaga non è una scuola sicura. Una scuola che perde giorni di lezione non è una scuola che garantisce pari opportunità.
Come Presidente del Consiglio di Istituto, sento il dovere di dare voce a una comunità che oggi si sente stanca, preoccupata come genitore sento che i ragazzi sono seriamente preoccupati, vi assicuro che hanno capito benissimo cosa sta succedendo e si sentono abbandonati.
Lo hanno capito così bene da aver scritto e cantato una canzone di protesta, un gesto spontaneo, creativo, civile. Una canzone che non è rabbia: è amore per la propria scuola. È la voce di chi non vuole arrendersi. Un brano che racconta esattamente ciò che vivono ogni giorno, e che contiene un verso che non lascia scampo: “Parentucelli trema, l’Arzelà sta annegando e intanto fuori il mondo… sta solo guardando”.
È fondamentale ribadirlo, non siamo soli, Dirigente scolastico, professori e Sindaco di Sarzana hanno fatto sentire con fermezza la loro voce. La dirigenza scolastica ha sollecitato interventi in modo costante, quotidiano, da mesi, forse da anni, ha scritto, telefonato, convocato, segnalato. Ha fatto tutto ciò che un Dirigente può fare.
Il Sindaco di Sarzana, Cristina Ponzanelli, ha scritto più volte alla Provincia per segnalare la gravità della situazione e chiedere interventi urgenti. Gli articoli pubblici lo confermano. Il Comune ha espresso preoccupazione, rammarico e la necessità di una soluzione definitiva.
I professori in un articolo hanno espresso indignazione, preoccupazione per l’immobilismo della Provincia proprietaria dell’immobile.
In questi giorni ho avuto un dialogo diretto con i responsabili della Provincia, disponili ad aggiornarci sull’emergenza, ed hanno acconsentito ad un incontro con i tecnici provinciali che preveda un cronoprogramma dettagliato e pubblico degli interventi, trasparenza totale nella gestione dei lavori.
Accolgo con rispetto questa apertura, perché credo nel dialogo, ma il dialogo deve essere efficace, concreto, continuo. Non possiamo permettere che il silenzio o i ritardi istituzionali ricadano sui nostri figli e non possiamo ignorare che la sicurezza dei nostri studenti non può dipendere da bandi vinti o persi, né da cantieri che si trascinano nel tempo.
Non accetteremo che, una volta rientrata l’emergenza, il dialogo si chiuda perché finita l’emergenza, non potete lasciarci soli. Non potete chiedere ai nostri figli di tornare in un edificio che presenta le stesse criticità di prima. Non potete rimandare tutto a settembre, come se il tempo non avesse un peso.
Ma noi genitori lo diciamo con chiarezza: i nostri figli non sono un cantiere da sospendere sono una responsabilità da proteggere.
Continueremo a farci sentire, con fermezza e con rispetto. Perché la sicurezza dei nostri figli non è negoziabile. Continueremo a parlare, a scrivere, a chiedere. Continueremo a stare accanto ai nostri figli. Continueremo a pretendere ciò che è giusto.
La scuola è il luogo dove si costruisce il futuro. E il futuro non può essere lasciato sotto l’acqua.
Francesca Zembo (Presidente del Consiglio I.I.S. Parentucelli-Arzelà Sarzana)






