I genitori di Giovanni Sparago, il maresciallo dei carabinieri di 25 anni morto in caserma alla Spezia, hanno chiesto di essere ascoltati dalla Procura. Attraverso i loro legali, Gaetano e Raffaele Crisileo, hanno presentato un'istanza al pubblico ministero Monica Burani, che coordina le indagini.
L'obiettivo dei familiari è fornire elementi che potrebbero contribuire a chiarire quanto accaduto. I genitori sostengono di essere stati in contatto quotidiano con il figlio e di aver raccolto confidenze che, a loro avviso, potrebbero portare a una diversa lettura dei fatti, fino forse a ipotizzare il reato di istigazione al suicidio.
Già nei giorni scorsi, il padre del giovane, Michele Sparago, tenente colonnello dell'Esercito, in una lettera aperta aveva descritto il figlio come una persona piena di energia e progetti, profondamente legata alla vita e intenzionata a proseguire la carriera militare accedendo all'Accademia. Un ritratto a suo dire incompatibile con quello di una persona che decide di togliersi la vita.
I legali della famiglia sono ora in attesa di una risposta da parte della Procura, che potrebbe decidere di ascoltare i genitori e valutare eventuali nuovi sviluppi investigativi.







