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Calata Paita: il TAR sospende lo sgombero, il Consorzio gestirà l’area fino al 2027 In evidenza

di Anna Mori - Confermata in sede collegiale la sospensione già disposta in via monocratica: fissata l’udienza di merito al 14 gennaio 2027. Si apre un anno di attività per il Consorzio, tra rilancio e nuovi progetti sociali.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria ha confermato la sospensione del provvedimento di sgombero relativo all’area della Calata, accogliendo l’istanza cautelare presentata dalla società consortile. Una decisione che segna un passaggio fondamentale nella vicenda amministrativa e che consente al Consorzio di mantenere la gestione dell’area per un periodo prolungato, in attesa della pronuncia definitiva nel merito.

La decisione è stata assunta nella camera di consiglio del 10 aprile 2026, quando il collegio della prima sezione del TAR ha confermato la sospensione già concessa in precedenza in via monocratica dal presidente. Contestualmente, è stata fissata l’udienza pubblica di merito al 14 gennaio 2027, data entro la quale verrà chiarita in via definitiva la legittimità degli atti impugnati.

Si tratta di un passaggio rilevante, perché consente alla società consortile “La Calata” di proseguire le proprie attività senza l’immediata esecuzione dello sgombero disposto dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale.
Al centro del contenzioso vi è infatti la decadenza della concessione demaniale marittima e il conseguente ordine di sgombero dell’area, disposto con una serie di decreti tra novembre 2025 e febbraio 2026. In particolare, il decreto n. 14 del 20 novembre 2025 aveva sancito la decadenza dalla concessione e imposto la restituzione dell’area. Successivamente, ulteriori provvedimenti avevano confermato o riattivato tale decisione, fino all’ingiunzione definitiva di sgombero entro il 27 febbraio 2026.

Un elemento determinante nell’evoluzione della vicenda è stato l’intervento del Consiglio di Stato che, con ordinanza del 20 marzo 2026, ha accolto l’appello cautelare presentato dalla società consortile. I giudici di secondo grado hanno riconosciuto la sussistenza del cosiddetto “periculum in mora”, ovvero il rischio di un danno grave e irreparabile per la ricorrente, sospendendo gli effetti del provvedimento di sgombero e invitando il TAR a fissare rapidamente l’udienza di merito.
Alla luce di questo quadro, il TAR ha ritenuto che lo stesso rischio sussista anche per i successivi atti impugnati con motivi aggiunti, disponendo quindi la sospensione anche dell’ultimo provvedimento che imponeva lo sgombero dell’area.

Soddisfazione è stata espressa dall’avvocato Piera Sommovigo, legale della società consortile, che ha sottolineato come la decisione rappresenti un punto di svolta. “Il TAR ha confermato la sospensione già concessa in via monocratica e ha fissato l’udienza di merito al 14 gennaio 2027. Questo significa che il Consorzio potrà gestire l’area per un intero anno, riprendendo in mano le attività e programmando nuove iniziative”, ha spiegato.

Secondo quanto riferito dal legale, il Consorzio è già al lavoro per rilanciare la gestione della Calata, con una particolare attenzione alle attività legate al terzo settore, al volontariato e al coinvolgimento dei giovani. L’obiettivo è quello di arrivare all’udienza di merito con una realtà già riattivata e consolidata, capace di dimostrare sul campo il valore della propria presenza e della propria proposta gestionale.

La sospensione degli atti impugnati, dunque, ma apre concretamente una nuova fase operativa per il Consorzio, che potrà utilizzare questo tempo per rafforzare il proprio progetto e radicarsi ulteriormente nel territorio.

Resta ora da attendere il giudizio di merito, che sarà chiamato a pronunciarsi definitivamente sulla legittimità della decadenza della concessione e sugli atti successivi. Una decisione che si preannuncia cruciale non solo per il futuro della Calata, ma anche per gli equilibri nella gestione delle aree demaniali portuali del territorio

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