La sua è una storia reale e quotidiana, fatta di impedimenti che nulla hanno a che vedere con la sua condizione, ma molto con la mancanza di attenzione e senso civico delle persone che non hanno il suo problema e che quindi non ‘lo calcolano’ nemmeno.
Adele si muove su una sedia a rotelle e ogni giorno si scontra con barriere che non dovrebbero esistere: davanti al portone della sua abitazione, infatti, si trovano spesso monopattini elettrici lasciati in sosta selvaggia, fino a sei contemporaneamente, che rendono difficoltoso, se non impossibile, il passaggio.
Ma non è tutto. Il problema più grave riguarda lo scivolo di accesso che le consente di raggiungere la sua auto, parcheggiata proprio di fronte a casa. Uno spazio fondamentale per la sua autonomia, ma che troppo spesso viene occupato da altre vetture.
“Io voglio solo poter uscire da sola” - racconta - "Non chiedo altro. Ma se lo scivolo davanti è ostacolato da auto o altri ostacoli, io non posso passare. E se davanti al portone ci sono i monopattini, diventa tutto ancora più complicato se non impossibile”.
Una situazione che si ripete con frequenza e che trasforma ogni uscita in un percorso a ostacoli, costringendola a chiedere aiuto o a rinunciare a muoversi.
La sua non è una richiesta straordinaria, ma un appello semplice: più attenzione da parte di tutti. Da chi lascia un monopattino senza pensare alle conseguenze, a chi parcheggia per pochi minuti su uno scivolo pensando che “tanto è un attimo”.
Adele lancia anche una proposta concreta: l’introduzione di una segnaletica più chiara, che evidenzi la presenza di un accesso utilizzato da una persona in carrozzina, invitando a lasciare libero il passaggio. Un modo per sensibilizzare e prevenire comportamenti scorretti, spesso frutto più di disattenzione che di malafede.
“Basterebbe poco – conclude – solo un po’ di rispetto”.
Un messaggio che va oltre il singolo caso e che richiama tutti a una responsabilità condivisa: quella di rendere gli spazi pubblici davvero accessibili, ogni giorno, per tutti.







