C’è chi è alla ricerca di una direzione, chi vuole mettersi alla prova e chi sente il bisogno di fare qualcosa di concreto.
Il servizio civile può essere un punto di partenza. E, in molti casi, anche qualcosa di più.
Alla Spezia, alla Fondazione Don Carlo Gnocchi, il progetto “Mano nella mano” rappresenta un’esperienza che unisce impegno quotidiano e crescita personale, attraverso un contatto diretto con i pazienti.
Qui il volontariato prende forma nei gesti semplici di ogni giorno.
“Dal buongiorno al mattino al caffè insieme, fino a momenti di dialogo: i volontari accompagnano i pazienti nella quotidianità”, spiega Francesco Porto, referente del servizio civile.
Un percorso che si costruisce nel tempo, basato su presenza, ascolto e fiducia reciproca.
A viverlo quest’anno sono state Angie Escudero, Alice Longo e Ikram Ghazali, tre ragazze con percorsi diversi ma unite dalla stessa esperienza.
“È un’esperienza ricca di emozioni, ogni giorno ti lascia qualcosa.”
“È passato velocemente, ma mi ha dato tanto, anche dal punto di vista personale.”
“La consiglierei a chi ha bisogno di mettersi in gioco e uscire dalla propria routine: è un’esperienza che fa crescere.”
Un’esperienza intensa, non sempre semplice, ma capace di lasciare un segno concreto.
Il progetto accoglie giovani con percorsi di studio diversi: dall’ambito sanitario a quello psicologico, fino a chi è ancora in fase di orientamento.
Proprio per questo, tra gli obiettivi futuri c’è anche quello di rafforzare la collaborazione tra volontari e fisioterapisti, per rendere il percorso ancora più formativo.
Come partecipare
Il bando del servizio civile è in scadenza l’8 aprile.
Per candidarsi è necessario essere in possesso dello SPID e accedere al sito della Fondazione Don Carlo Gnocchi, selezionando il progetto “Mano nella mano” presso la sede della Spezia.
Per qualsiasi dubbio o informazione, è possibile contattare direttamente la struttura: chiedere chiarimenti è parte del percorso e rappresenta un primo passo importante.
“È un’esperienza da vivere insieme, all’insegna della condivisione e dell’aiuto concreto”, conclude Francesco Porto.







