Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha proclamato Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028. Alla città vanno le più sincere congratulazioni dell'Amministrazione comunale di Sarzana. Ma la delegazione sarzanese, guidata dalla Sindaca Cristina Ponzanelli e dall'Assessore alla Cultura Giorgio Borrini, esce dalla Sala Spadolini con la consapevolezza di aver comunque compiuto un'impresa storica per la città e per la Liguria. Essere arrivati fino in fondo in questa competizione, sfidando realtà di grande rilevanza sia demografica sia economica, certifica il valore di un percorso che ha già cambiato il volto del territorio. Per Sarzana, la candidatura non è mai stata un libro dei sogni o la semplice rincorsa a un titolo temporaneo, ma un potentissimo acceleratore di sviluppo. L'infrastruttura materiale e immateriale dell'Impavida è infatti già realtà, e il dossier di candidatura si trasforma da oggi nel piano strategico e di marketing territoriale dei prossimi anni, che lega ogni ambito della programmazione cittadina.
"Complimenti ad Ancona per questo traguardo," dichiara la Sindaca Cristina Ponzanelli. "Noi torniamo a casa orgogliosi: oggi Sarzana è sulle mappe nazionali dell'eccellenza culturale e progettuale. Abbiamo unito un territorio vastissimo, attratto milioni di euro di investimenti e dimostrato che con coraggio e visione una città media può competere ai massimi livelli. Questo dossier è il nostro manifesto per il futuro: i progetti andranno avanti, perché l'energia e la credibilità che abbiamo generato non si spengono oggi. Desidero ringraziare una comunità intera, il Comitato scientifico, a partire dal Direttore della candidatura Umberto Croppi e dal Presidente Egidio Banti, le Istituzioni, anzitutto la Regione Liguria, il Presidente Marco Bucci e la Vicepresidente e Assessore alla Cultura Simona Ferro, i Comuni e i Sindaci del Golfo dei Poeti, delle Valli del Magra, del Vara e di Ventimiglia, le Fondazioni, le Reti culturali europee, le Associazioni di categoria, i partner e tutti i cittadini e i professionisti che hanno lavorato insieme a noi.”
Aggiunge l'Assessore alla Cultura Giorgio Borrini: "Sapevamo che la sfida era difficilissima, ma l'abbiamo affrontata da impavidi, e il fatto stesso di essercela giocata fino all'ultimo secondo è una vittoria. Il vero traguardo è il patrimonio umano che abbiamo creato: reti, idee e una nuova coscienza civica che non andranno disperse, la coscienza di una storia straordinaria e della cultura come bussola per costruire il futuro. Lasciamo in eredità alla città e alla Liguria un nuovo posizionamento strategico, un marketing territoriale innovativo e una consapevolezza identitaria fortissima. Il significato profondo dell’essere Capitale della Cultura è il riconoscimento di un metodo di lavoro. E noi, questo metodo, siamo felici di averlo acquisito."







